Dieci giorni senza incendi Pettinari: avanti con le ronde ma ora servono più controlli

28 Settembre 2023

Il consigliere regionale traccia un bilancio dell’iniziativa in via Caduti per servizio «A Fontanelle è crollato anche lo spaccio, ma bisogna riportare il presidio fisso»

PESCARA. I dieci giorni di ronde notturne tra le palazzine del quartiere popolare di via Caduti per servizio hanno avuto come primo contraccolpo un netto crollo dei reati denunciati e dei fenomeni di microcriminalità che impattano sulle condizioni di vita dei residenti. I roghi innescati a cadenza regolare, otto incendi in appena due settimane, si sono improvvisamente azzerati e anche lo spaccio di stupefacenti sembra aver subito una brusca frenata. «È la dimostrazione palese che i controlli sono un deterrente per i criminali», commenta entusiasta il vicepresidente del consiglio regionale Domenico Pettinari, promotore dell’iniziativa, che ora alla luce dei risultati rilancia: «Continueremo i punti di osservazione mobili per altri dieci giorni, ma non può essere questa la soluzione, bisogna riportare a Fontanelle il presidio fisso di militari e polizia h24 come avveniva nel 2011».
Il consigliere regionale traccia un primo bilancio delle attività di controllo del territorio dei gruppi di cittadini che, dal 18 settembre scorso, stanno proseguendo regolarmente tutte le sere dalle 21 a mezzanotte, seguite da un secondo turno di ronde fatto dai più giovani fino alle 5 del mattino. «Le ronde della legalità stanno funzionando, visto che dallo scorso lunedì non si sono più verificati roghi o episodi violenti», ribadisce Pettinari, «persino le piazze di spaccio attive, in base ai dati in mio possesso, si sono ridotte del 95 per cento. È opinione comune di tutti i residenti che è bastato questo esperimento per produrre effetti positivi e concreti sul crimine. Qualche sparuto acquirente di droga che arriva, prende gli stupefacenti e va via c’è ancora. Ma almeno non entra negli appartamenti». Secondo i residenti delle case popolari di via Caduti per servizio, è la conferma che una presenza fissa delle istituzioni nei punti caldi del territorio funge da deterrente per i delinquenti che, sentendosi accerchiati e sotto pressione, si spostano altrove.
«Bisogna riportare una postazione fissa h24 delle forze dell’ordine», sottolinea Pettinari, «come si faceva nel 2011 con l’operazione “Strade sicure” dopo la stagione degli incendi. Allora c’era una pattuglia formata da due militari dell’esercito e un poliziotto che tutte le sere controllava il quartiere: arrivavano, parcheggiavano l’auto e poi si muovevano a piedi. Per sei mesi era tornato il Paradiso in via Caduti per servizio e lo stesso sta succedendo ora con le ronde della legalità che hanno eliminato lo spaccio». Ma i controlli dei cittadini non possono durare per sempre. «Ho chiesto l’autorizzazione alla questura per continuare le passeggiate nei prossimi dieci giorni», prosegue Pettinari, «ma non è la soluzione definitiva al problema: in via Caduti per servizio deve tornare il presidio fisso delle forze dell’ordine per ripristinare la legalità. Sono pochi gli episodi fuori controllo: una volta abbiamo notato dei ragazzi che sfrecciavano e sgommavano con la loro auto davanti a noi, in gesto di sfida, e poi un pitbull lasciato libero di girare senza museruola. Il tronco bruciato ieri sera (martedì per chi legge ndr) è in via Fontanelle, fuori dalla zona attenzionata e senza prendere di mira palazzi o mezzi del patrimonio privato dei cittadini. Insomma, si è diffusa la voce che la zona è sotto controllo e anche di giorno non si spaccia più».
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