Disabili, ecco la lettera per sbloccare le norme che eliminano barriere

Le quattro domande inviate dal pentastellato Pettinari al presidente della giunta, a due assessori e due direttori
L’AQUILA. «Le barriere architettoniche sono ostacoli alla dignità, alla libertà e all’uguaglianza perché impediscono a chiunque di muoversi liberamente, non solo alle persone con disabilità permanenti o temporanee, ma anche agli anziani, alle donne in gravidanza e ai genitori con bambini piccoli».
È Domenico Pettinari, vice presidente del Consiglio Regionale, il politico che, con queste parole, raccoglie e rilancia il caso delle due leggi dimenticate in chissà quali cassetti della giunta regionale che, se applicate, permetterebbe di cancellare le barriere architettoniche nei 305 comuni d’Abruzzo, vincolando qualunque finanziamento pubblico alla rimozione degli ostacoli che riempiono gli immobili pubblici e provati e le infrastrutture abruzzesi.
L’esponente dei 5 Stelle si unisce agli altri paladini abruzzesi dei diritti civili, a partire dall’ex consigliera regionale di centrosinistra Antonella Bosco, che ha promosso nel 2008 la seconda delle due norme finora inapplicate. Una battaglia ripresa e portata avanti dal presidente dell’Associazione Carrozzine Determinate, Claudio Ferrante, dal capogruppo dei 5 Stelle in Regione, Francesco Taglieri e da Carmine Ranieri, segretario generale della Cgil Abruzzo e Molise.
«La rimozione di ostacoli per il superamento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici, nel trasporto pubblico e nelle attività culturali, sportive, turistiche e ricreative, è un segno di civiltà che ancora oggi fa fatica ad affermarsi, ma che questa Giunta Regionale non può più disattendere». Così scrive Pettinari in una lettera inviata al presidente della giunta, Marco Marsilio, agli assessori Umberto D’Annuntiis e Nicola Campitelli e ai direttori di dipartimenti, Emidio Primavera e Pierpaolo Pescara.
A loro chiede di rispondere alle quattro domande che seguono:
1) «La Giunta regionale ha approvato il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, previsto dalla Legge 41/1986?».
2) «La Regione ha provveduto a dare attuazione alla legge regionale numero 1 del 2008 predisponendo un atto nel quale siano stabiliti termini, criteri e modalità di applicazione della disposizione in merito alle limitazioni per gli enti locali in materia di accesso ai contributi regionali?».
3) «La Giunta regionale ha provveduto all’istituzione delle due Commissioni tecniche, Trasporti e Lavori pubblici, e alle modalità del funzionamento delle stesse, disciplinando in particolare il sistema di reperimento dei dati relativi al rispetto della normativa in materia di barriere architettoniche da parte degli enti locali e degli enti di trasporto pubblico regionale?».
4) «La Giunta regionale ha costituito il “fondo a destinazione vincolata per l’eliminazione delle barriere architettoniche” che viene alimentato dai contributi relativi alle spese di investimento che sono stati revocati a tutti quegli enti pubblici i quali hanno realizzato opere pubbliche e private in difformità a quanto previsto in materia di accessibilità, di superamento e di eliminazione delle barriere architettoniche?».
Dalla prima delle due leggi dimenticate sono trascorsi finora 37 anni. Dalla seconda, 15 anni. Quanto tempo passerà per conoscere le risposte alle quattro domande del pentastellato Pettinari? Proviamo a fare una scommessa. (l.c.)
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