Disabili senza assistenza a Penne In 150 sfilano nel centro cittadino

PENNE. L’associazione Abbattiamo le barriere onlus è scesa in piazza ieri pomeriggio, nel capoluogo vestino, per sostenere le necessità dei 18 disabili gravi del centro diurno sociale di Penne. Il...
PENNE. L’associazione Abbattiamo le barriere onlus è scesa in piazza ieri pomeriggio, nel capoluogo vestino, per sostenere le necessità dei 18 disabili gravi del centro diurno sociale di Penne. Il serpentone di protesta ha sfilato da largo San Francesco fino a piazzetta XX Settembre, dove la nuova coop affidataria ha ottenuto la sede per effettuare le proprie attività. «Stiamo vivendo un grave disservizio. I nostri ragazzi sono a casa abbandonati a loro stessi. La cooperativa che ha ricevuto l’appalto è scomparsa e non sappiamo di che morte morire», spiega Alessia Cacciatore, sorella di uno dei 18 ragazzi, che avrebbe dovuto ricevere l’assistenza socio-ricreativa dalla nuova coop che ha ottenuto l’appalto del servizio, la Sgs di Lanciano.
È da dicembre scorso che i ragazzi non ricevano più le dovute assistenze del centro sociale. Fino allo scorso dicembre, i ragazzi effettuavano sia le prestazioni sociali sia sanitarie all’interno della struttura della Paolo VI. Ieri oltre 150 persone hanno perciò sfilato tra largo San Francesco e piazzetta XX Settembre, a pochi passi dalla struttura che dovrebbe ospitare le attività socio-ricreative assegnate alla Sgs di Lanciano.
In prima linea a sostegno dei 18 disabili, che dal 20 dicembre sono a casa e non possono più effettuare le attività ludico-ricreative, i rappresentanti dell’associazione “Abbattiamo le barriere”. «Chiediamo alle istituzioni di farsi carico degli interessi di questi ragazzi, che inspiegabilmente si ritrovano a casa e senza poter usufruire di quelle attività socio-ricreative funzionali e necessarie per combattere una già complicata esistenza», sostengono i rappresentanti dell’associazione, Gabriele Frisa e Alessandro Olivieri.
La speranza di tutti è che le istituzioni facciano il possibile per permettere ai ragazzi di poter tornare a fare le attività ricreative, che fino a dicembre scorso hanno effettuato.
«Ci siamo attivati con l’Ecad, affinché i ragazzi abbiano le necessarie assistenze. Ci rivedremo con i parenti dei disabili per decidere le strategie più opportune», ha sottolineato l’assessore al Sociale del Comune di Penne, Lorenza Di Vincenzo.
Le attività ludico-ricreative per questi ragazzi non solo sono necessarie per agevolare e alleggerire il compito già duro delle famiglie, ma anche per mantenere la vitalità e una scintilla di energia nel cuore e nella mente dei ragazzi.
La speranza di tutti è che al più presto si possa trovare una soluzione idonea. L’Ecad, tramite la presidente Donatella Rosini, ha avviato tutte le iniziative necessarie per far luce sul disservizio che oramai va avanti da oltre un mese.
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