Disdette negli hotel Gli albergatori: stop alla tassa di soggiorno

27 Febbraio 2020

Gli operatori chiedono al Comune di congelare l’iter Tocco: «Finora confermati gli eventi del Palacongressi»    

MONTESILVANO. Prenotazioni cancellate, telefoni che non squillano, futuro più che mai incerto e gli albergatori chiedono all’amministrazione di bloccare l’introduzione della tassa di soggiorno. La psicosi da Coronavirus comincia a farsi sentire anche a Montesilvano, tra le città abruzzesi con la maggiore ricettività alberghiera, dove gli operatori del settore turistico stanno registrando i primi annullamenti delle prenotazioni. A riferire il problema all’amministrazione comunale, sollecitando un congelamento dell’iter che il prossimo 15 giugno dovrebbe portare all’entrata in vigore dell’imposta, sono stati ieri mattina i rappresentanti dell’associazione Alberghiamo. Capitanati dalla presidente Daniela Renisi, gli operatori sono stati ascoltati durante una seduta della commissione Turismo che nelle ultime settimane è a lavoro per la redazione del regolamento sulla tassa.
«Sicuramente ci sono diverse criticità in merito all’introduzione della tassa che meriterebbe più tempo a disposizione», evidenzia Renisi. «Dalla necessità di creare un registro per censire le strutture ricettive per le locazioni brevi, alla progettazione degli investimenti delle cifre incassate, passando per le modalità con cui gli operatori dovranno riscuotere una tassa che li espone a rischi penali nel caso in cui, in buona fede, dovessero commettere degli errori. Ma ad oggi il problema principale è il Coronavirus». L’incertezza legata allo sviluppo dell’epidemia e il rischio di un possibile coinvolgimento futuro dell’Abruzzo, in queste settimane stanno penalizzando il settore turistico anche in città.
«Ci sono già state delle disdette», evidenzia Stefania Tontodonati, albergatrice dell’associazione, «come quella di una squadra di rugby che doveva venire a Montesilvano sabato o alcuni lavoratori veneti che hanno annullato le loro trasferte». Gli albergatori stanno assistendo quindi a una sorta di “congelamento” della situazione e chiedono di fare altrettanto con la tassa di soggiorno. A perorare la causa dell’associazione Alberghiamo, ieri mattina, sono stati anche i consiglieri di opposizione del Movimento 5 Stelle e del Pd. «Non siamo contrari alla tassa di soggiorno», evidenzia la consigliera Paola Ballarini (M5S), «ma riteniamo che fermarci un attimo e posticipare tutto all’anno prossimo non sia così grave. Del resto non c’è una particolare urgenza, a meno che l’amministrazione non abbia già impegnato quelle somme per progetti di cui non siamo a conoscenza». Sulla stessa lunghezza d’onda anche i democratici. «Premesso che non è in dubbio l’introduzione dell’imposta, della quale peraltro siamo stati i promotori, attraverso la presentazione di una mozione, approvata a maggioranza dal Consiglio comunale, tuttavia, date le condizioni, ci pare piuttosto insolita la volontà di accelerazione da parte di un’amministrazione che sin dal suo insediamento si diceva contraria ad essa», sottolinea Romina Di Costanzo. Il problema attuale, però, resta il Coronavirus. «Proprio perché riteniamo sia dovere degli amministratori tener conto di uno scenario disastroso che si sta palesando e dare risposte al tessuto economico e produttivo in forte difficoltà», prosegue, «abbiamo avanzato la proposta di un congelamento della discussione alla luce dello scenario completamente cambiato, per prenderci il tempo per valutare gli sviluppi e nel frattempo lavorare seriamente all’introduzione di questa tassa».
Non sembra aver avuto ripercussioni negative sugli eventi in programma al Palacongressi, invece, la paura dell’epidemia. «Finora tutti i congressi e gli appuntamenti sono stati confermati», rivela il consigliere delegato Adriano Tocco, «e speriamo che la situazione resti invariata».
©RIPRODUZIONE RISERVATA