Dispersione idrica: a Chieti va il record negativo d’Italia

L'AQUILA. In Abruzzo è piena emergenza idrica, con una notevole perdita d'acqua immessa nelle reti causa, spesso, di interruzioni di servizio. A rilevarlo è Openpolis, sulla base dei dati Istat, che...
L'AQUILA. In Abruzzo è piena emergenza idrica, con una notevole perdita d'acqua immessa nelle reti causa, spesso, di interruzioni di servizio. A rilevarlo è Openpolis, sulla base dei dati Istat, che forniscono informazioni utili per il sistema idrico.
L’Aquila, capoluogo di regione, è tra le città d’Abruzzo quella in cui è piovuto meno tra il 2010 e il 2020: le precipitazioni sono state, in media, di 649,35 millimetri l’anno. Nel 2021 negli acquedotti di Chieti, Pescara e L'Aquila si sono registrate perdite di gran lunga superiori alla media nazionale, con 36,2% di risorse disperse rispetto al totale di quelle immesse in rete. Tre le misure previste nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che assegna alla Regione circa 113 milioni per interventi sulle infrastrutture idriche.
FORTI CRITICITÀ. La ricerca mette in luce "le forti criticità dell'Abruzzo sul fronte delle risorse idriche". Infatti Chieti, L’Aquila e Pescara figurano tra i trenta capoluoghi italiani con la più ingente quantità di risorsa idrica sprecata a causa di perdite e inefficienze e una quota di perdite di gran lunga superiore alla media nazionale, ben il 36,2% di risorse disperse rispetto al totale di quelle immesse in rete.
In particolare il comune di Chieti, nel 2021, ha fatto rilevare il dato più alto in Italia, con il 71,7% di risorse idriche disperse. Pescara è al dodicesimo posto con il 58,9% e L’Aquila al 26esimo con il 50,7%.
L’unico capoluogo di provincia a presentare un dato meno drastico è Teramo con una quota d'acqua dispersa pari al 28,6%. Le criticità di Chieti e Pescara trovano conferma anche nel dato relativo alle interruzione idriche per uso domestico. A Chieti, sono stati 172 i giorni in cui si è registrata un’interruzione totale o parziale. A Pescara 141.
MISURE DEL PNRR. Tre le misure previste nel Pnrr per far fronte alle criticità. La prima punta a rendere più efficienti le infrastrutture attraverso interventi di potenziamento e manutenzione straordinaria delle strutture di derivazione e fornitura d'acqua.
Il secondo investimento riguarda il miglioramento del sistema di monitoraggio delle perdite attraverso la digitalizzazione delle infrastrutture. Il terzo interviene sul sistema irriguo del settore agricolo.
Sono previsti, infine, anche investimenti nelle fognature, per la depurazione delle acque reflue. Misure che hanno un valore complessivo di 4,4 miliardi su scala nazionale. A livello provinciale è il territorio pescarese a intercettare più fondi, con investimenti pari a 43,8 milioni di euro. Segue Chieti dove arriveranno circa 38 milioni. In provincia dell’Aquila saranno investiti 30 milioni, a Teramo solo 365mila euro.
PROGETTI FINANZIATI. Cinque i progetti finora finanziati tra cui l'intervento più consistente, da 20 milioni di euro, che sarà realizzato a Penne dove ci sarà l’ammodernamento delle condotte dell’impianto irriguo Tavo-Saline. A Pescara, 12,8 milioni di euro verranno impiegati nella ristrutturazione e nel potenziamento dell’acquedotto “Giardino”.
A Tagliacozzo è stato finanziato un intervento da nove milioni per l’ammodernamento dell’acquedotto alimentato dalle sorgenti del fiume Liri. A Bussi sul Tirino, infine, saranno realizzati interventi del valore complessivo di circa due milioni di euro per il potenziamento dell’acquedotto. (m.p.)
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