Domenica appena 64 sanzionati C’è meno rigidità nei controlli

5 Maggio 2020

PESCARA. I controlli non si allentano ma calano vistosamente le sanzioni nei confronti di coloro che infrangono le regole. «L’equilibrio» nelle valutazioni, così come riporta una circolare del...

PESCARA. I controlli non si allentano ma calano vistosamente le sanzioni nei confronti di coloro che infrangono le regole. «L’equilibrio» nelle valutazioni, così come riporta una circolare del ministero dell’Interno, inviata ai prefetti, ha spinto le forze dell’ordine ad azioni meno repressive e più preventive.
Lo dimostrano i primi dati. Nella giornata di domenica, quando già in molti sono usciti di casa, le sanzioni in tutto l’Abruzzo sono state appena 64 su un totale di 2.368 persone fermate. Il dato virtuoso, che è anche il più basso dall’inizio dell’emergenza, arriva dalla provincia dell’Aquila, con 9 sanzionati su 660 controllati. Seguono Pescara con 14 sanzionati (452 fermati), Chieti con 17 (503) e Teramo con 24 (753). Tre le attività commerciali sanzionate – tutte nell’Aquilano – per inosservanza del decreto o delle ordinanze della Regione.
Dati più o meno analoghi a quelli registrati venerdì 1° maggio, quando il totale dei sanzionati in regione ha toccato quota 76 su 2.890 controllati tra automobilisti e pedoni: 11 nelle province di Pescara e L’Aquila, 22 in quella di Chieti e 32 nel Teramano.
Soltanto oggi si conosceranno i dati delle prefetture sulle eventuali sanzioni nella giornata di ieri, primo giorno ufficiale della Fase 2.
«L’obiettivo del nuovo quadro di regole», ha chiarito il Viminale ai prefetti, «è trovare un punto di equilibrio tra la salvaguardia primaria della salute pubblica e l’esigenza di contenere l’impatto delle restrizioni sulla vita dei cittadini, tra il sostegno al riavvio del sistema economico produttivo e la sicurezza dei lavoratori». Il Viminale ha inoltre sottolineato che l’ultimo Decreto del presidente del consiglio è «univocamente finalizzato al perseguimento della salvaguardia della salute pubblica» e contempla misure che da una parte «intervengono nella sfera dei diritti individuali» e dall’altra «regolano lo svolgimento delle attività produttive».
«Per quanto riguarda le prescrizioni sulla possibilità di spostamento delle persone, ferma restando l’assoluta necessità di far leva sul senso di responsabilità dei singoli cittadini», è stato aggiunto nella circolare, «il quadro complessivo delle misure adottate impone di trovare un punto di equilibrio tra il primario obiettivo di salvaguardare la salute pubblica, da perseguire essenzialmente con il divieto di assembramento e, più in generale, con il distanziamento interpersonale e ogni altra forma di protezione individuale, e l’esigenza di contenere l’impatto sulla vita quotidiana dei cittadini. In questo ambito, la valutazione dei casi concreti dovrà essere affidata a un prudente ed equilibrato apprezzamento che nella prioritaria considerazione delle specifiche finalità sanitarie sottese alle predette, essenziali misure, conduca a una applicazione coerente delle disposizioni contenute nel Dpcm». (r.rs.)
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