Donatella, il caso in tv Le ultime parole del padre: trovatela

PESCARA. Il programma tv “Chi l’ha visto?” è tornato ieri sera a riaccendere i riflettori su Donatella Grosso, la 30enne sparita nel 1996 dalla sua casa di Francavilla. Lo ha fatto a tre giorni dalla...
PESCARA. Il programma tv “Chi l’ha visto?” è tornato ieri sera a riaccendere i riflettori su Donatella Grosso, la 30enne sparita nel 1996 dalla sua casa di Francavilla. Lo ha fatto a tre giorni dalla morte del papà della giovane laureata in Lingue alla D’Annunzio, Mario Grosso, 83 anni, che da 18 si batteva come un leone alla ricerca del corpo della figlia.
La procura, per la sesta volta, ha tirato giù la saracinesca dell’inchiesta per omicidio e occultamento di cadavere. L’avvocato della famiglia Grosso vuol tentare di tirarla su ancora una volta e chiede che le indagini a carico dell’allora fidanzato di lei non vengano archiviate. Oggi, l’avvocato Giacomo Frazzitta incontrerà il procuratore capo Federico De Siervo e gli chiederà di effettuare il test sui quattro frammenti d’impronta trovati sulla lettera spedita da via Ravenna a Pescara il 27 luglio 1996, quando la ragazza era già ufficialmente sparita, nella quale Donatella annunciava ai genitori un lungo viaggio in Francia.
Una missiva spedita a Viterbo, quando la giovane sapeva che i genitori si trovavano in vacanza a Campobasso.
Prima di morire, Mario Grosso – ha raccontato ieri in tv il suo difensore - ha detto: «Mi raccomando, andate fino in fondo con Donatella». «Ora», ha aggiunto Frazzitta, «noi e la moglie di Mario, Tina, dobbiamo raccogliere questa eredità e continuare la battaglia».

