Donna morta nell’esplosione di gas In tre accusate di omicidio colposo

5 Giugno 2019

Madre e figlie devono rispondere dell’incidente che il 2 agosto scorso costò la vita alla vicina di casa Lo scoppio avvenne nel garage della famiglia attrezzato per preparare le bottiglie di pomodoro

PESCARA. Omicidio colposo e lesioni personali colpose. Sono queste le accuse dalle quali una intera famiglia di Carpineto della Nora, madre e due figlie, dovrà difendersi dopo che la procura di Pescara (pm Annarita Mantini) ha chiuso l'inchiesta sulla tragica scomparsa di una loro vicina di casa, Annarita Basile.
FUGA DI GAS Una tragedia che si verificò il 2 agosto dello scorso anno, in contrada Versante al bosco, durante una tradizione che si ripete da sempre in tante abitazioni della regione, di chi vive in paese o in campagna: quando cioè ci si riunisce per confezionare le bottiglie di pomodoro. Una festa finita male per una fuga di gas che provocò una esplosione che investì la vicina di casa che stava collaborando con i proprietari dell'immobile, dove peraltro una volta c'era "La Roccia", un ristorante molto noto nella zona.
Chi sa quante volte e da quanti anni quelle signore nello stesso periodo dell'anno si erano cimentate in quella produzione di salsa che poi avrebbe dovuto soddisfare le loro esigenze nel periodo invernale.
MANOPOLA DIFETTOSA Ma quel giorno qualcosa andò storto e quella manopola difettosa fece fuoriuscire del gas che provocò una fiammata e un’esplosione, all'interno di quel garage attiguo all'immobile principale. Fiamme che colpirono in particolare la vicina di casa, Basile, ma anche Adelina Scena, proprietaria dell'immobile, e una delle due sue figlie, Cinzia Petrocco. Quella più grave apparse subito la vicina di casa che riportò ustioni sul 60 per cento del corpo e che venne trasportata prima all'ospedale di Pescara, poi in un centro specializzato di Brindisi.
GRAVI USTIONI La Scena venne invece ricoverata al Santissima Annunziata in condizioni non gravi, mentre per la figlia Cinzia si rese necessario il ricovero al Cardarelli di Napoli per le gravi ustioni che aveva sul 50 per cento del corpo. L'inchiesta che ne seguì, dopo i rilievi dei vigili del fuoco che dovettero intervenire sul posto per circoscrivere le fiamme, e dopo le indagini portate avanti dai carabinieri, si è chiusa in questi giorni con l'avviso di conclusione delle indagini che è stato notificato alle tre indagate.
LE ACCUSE E cioè ad Adelina Scena, 69 anni, come detto proprietaria dell'immobile, e alle sue due figlie, Sonia (49 anni) e Cinzia Petrocco (47 anni), quest'ultima, peraltro rimasta ferita anche lei insieme alla madre. Stando alle accuse, le tre avrebbero agito con «imprudenza, specificamente consistita nell'aver utilizzato all'interno della propria abitazione, nel corso di un'attività domestica di preparazione di conserva di salsa di pomodoro, un impianto a gas ivi allocato, alimentato da impianto esterno a Gpl, artigianalmente connesso a fornello da campeggio senza marcatura CE», necessaria ai sensi della normativa, utilizzando peraltro un tubo di 4 metri e dunque più lungo di quello consentito per legge. DECESSO DOPO 13 GIORNI Questi accorgimenti artigianali, che le donne avevano usato per attrezzare nel garage il punto dove procedere alla cottura delle bottiglie di pomodoro, secondo l'accusa avrebbero provocato lo «scoppio da diffusione di gas combustibile e per l'effetto della deflagrazione, la morte di Annarita Basile e lesioni gravi in danno di Cinzia Petrocco».
La Basile, 61 anni, morì 13 giorni dopo quel tragico incidente, all'ospedale di Brindisi. Una notizia accolta con sgomento dai residenti del piccolo centro del pescarese, tanto da portare il sindaco a organizzare una fiaccolata in ricordo della compaesana scomparsa nell'incidente.
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