«Doveva riparare il citofono: si è preso tutti i miei averi»
PESCARA. «Alla violenza psicologica si è aggiunto il dolore della perdita dei gioielli che mi aveva regalato mio marito poco prima di morire. Non mi riprenderò mai più da questo raggiro, mi sento...
PESCARA. «Alla violenza psicologica si è aggiunto il dolore della perdita dei gioielli che mi aveva regalato mio marito poco prima di morire. Non mi riprenderò mai più da questo raggiro, mi sento impotente, violata nel mio intimo. Solo dopo il fatto ho realizzato che, in fondo, sono stata fortunata perché poteva andarmi peggio: quel ladro poteva picchiarmi o uccidermi».
E' ancora sotto choc un'anziana di 80 anni che tempo addietro ha ricevuto la visita di un malvivente spacciatosi per tecnico della manutenzione elettrica dello stabile dove la donna risiede a due passi dal centro cittadino. Un colpo studiato nei minimi dettagli.
L'uomo, di corporatura robusta sui 35-40 anni, capelli scuri, abbigliamento casual, aveva appreso che nell'edificio si stavano realizzando lavori per la messa a norma dei video citofoni.
Ha suonato il campanello: «Stiamo sistemando i citofoni, ma dobbiamo controllare come far passare i fili nella sua abitazione». La donna si fida perché è al corrente degli interventi nello stabile, non ha dubbi sulla bontà dell'operazione. Lo fa salire.
L'uomo entra in casa: «Era gentile», racconta l'anziana, «mi ha fatto accomodare in salotto: stia seduta, sennò si stanca. Era una scusa per agire indisturbato nelle camere e io ci sono cascata. “Io intanto dò un'occhiata alle stanze”, mi ha detto, “per capire dove possiamo fare i buchi per far passare i fili”. Dopo qualche minuto, ritorna e dice: “Tutto a posto, grazie”. E se ne va, salutandomi con cortesia».
Ma appena l'uomo scompare, la donna si rende conto di essere stata derubata di tutti gli averi più cari.
«Dalla borsa», spiega, «ha portato via cinquanta euro, poco importa. Il dolore più grande è stato quando ho scoperto che dal cassetto del comodino erano sparite le collane e gli orecchini d'oro, ultimo dono del mio povero marito. Mi sento derubata nell'animo, violata nell'intimità della mia casa. Mi vergogno della mia ingenuità, ma capisco che in fondo sono stata fortunata perché posso ancora raccontarlo. Ero sola e quell'uomo avrebbe potuto farmi molto male». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

