Due aziende investono a Penne Petrucci: «La nostra città cresce»

6 Aprile 2023

Il sindaco conferma l’arrivo della maison di Cucinelli e di un’altra importante industria della moda «Siamo al lavoro per rendere attrattivo il territorio, così potranno nascere altri 400 posti di lavoro»

PENNE. Penne è pronta a diventare un polo occupazionale dell'area vestina, con 400 nuovi posti di lavoro. Dopo la crisi di Brioni, due grandi aziende del settore moda hanno messo gli occhi sulla zona industriale del Ponte di Sant'Antonio. La maison di Brunello Cucinelli, re del cashmere e simbolo di lusso del mondo, sarebbe pronta ad aprire un maxi stabilimento. Ne parla il sindaco Gilberto Petrucci.
Come si sta muovendo il Comune?
«Siamo a lavoro per rendere attrattivo il territorio pennese non solo con strumenti di incentivazione fiscale. Ci sono aziende interessate a investire a Penne. Dobbiamo creare le condizioni affinché gli investimenti si traducano in posti di lavoro. Penne, con la storia, la tradizione e la vocazione artigianale, deve rappresentare l'emblema della qualità del sistema della moda regionale. Abbiamo ideato, con il supporto del consigliere regionale Leonardo D'Addazio, che ringrazio, un progetto di legge regionale mirato a riconoscere Penne "Città dell'artigianato sartoriale". È uno dei tasselli di un mosaico di marketing territoriale che abbraccia anche i nostri giacimenti naturali, culturali ed artistici».
Quali sono le aziende disposte a investire a Penne?
«Abbiamo due brand di imprese tessili affermate disposti a investire nella nostra città. Penne è candidata a diventare un polo tessile di qualità e di eccellenza. Abbiamo la Brioni Roman Style che rappresenta l'emblema della sartoria artigianale: per una logica di mercato, e sono certo, la proprietà dell'azienda tornerà a potenziare gli investimenti nel distretto vestino. Il management ha confermato queste intenzioni. Alle spalle c'è un gruppo solido».
Avete già avuto un confronto con le aziende interessate a investire a Penne?
«Si, abbiamo aperto un confronto che reputo soddisfacente. Dopo 60 anni, daremo un futuro occupazionale al nostro territorio».
La zona industriale del Ponte di Sant'Antonio diventerà un punto di riferimento?
«È uno dei punti principali del mio programma amministrativo. Vogliamo rendere appetibile la zona industriale di Ponte Sant'Antonio, con la realizzazione di nuovi servizi e infrastrutture strategiche per ospitare altre piccole e medie imprese, e con il nuovo piano regolatore in fase di redazione, ipotizziamo di realizzare una seconda area artigianale in località Baricelle. Con la Carta degli aiuti di Stato a carattere regionale, le aziende che investiranno a Penne potranno utilizzare strumenti di defiscalizzazione. Nei prossimi giorni, incontrerò la governance di Arap, Confindustria Chieti-Pescara e il commissario straordinario di Governo per la Zes abruzzese, Mauro Miccio: lavoreremo per inserire nella Zes anche Penne, ora ci sono le condizioni».