E Ballone cambia lavoro “costretto” dopo 40 anni

5 Gennaio 2017

PESCARA. Finora non era mai successo. Un vigile urbano che lascia il comando della polizia municipale e va a lavorare in Comune come un dipendente “normale”. È successo al maggiore Fabio Ballone, 60...

PESCARA. Finora non era mai successo. Un vigile urbano che lascia il comando della polizia municipale e va a lavorare in Comune come un dipendente “normale”. È successo al maggiore Fabio Ballone, 60 anni ad aprile (di cui 38 passati in divisa) e ancora due e mezzo alla pensione: il primo dicembre è passato all’ufficio Tributi del Comune, a occuparsi di rateizzazioni, dopo una vita sulla strada a occuparsi di incidenti, viabilità, commercio, tutela del consumatore e affari legali.

Maggiore, perché?

A una certa età gli acciacchi ci sono, la commissione medica me l’ha proposto e io ho accettato, a differenza di altri colleghi. Così non ho più mortificazioni. E poi per la prima volta dopo 40 anni ho trascorso queste feste a casa con la famiglia.

Quali mortificazioni?

Non vengono più premiate la professionalità e l’esperienza. Prima di fare questa scelta ho lanciato messaggi espliciti. Avrei voluto un servizio che tenesse conto dell’età, dell’esperienza, della professionalità. Ma niente. Non c’è più rispetto per l’anzianità di servizio come prima. Anzi, al comando di Pescara succede il contrario, i giovani sono per la maggior parte negli uffici e i vigili con i capelli bianchi sulla strada. E non me la sono più sentita di continuare a sudare per una domenica o un permesso a Pasqua o a Natale, è tutta una competizione, è cambiato il clima.

Il comandante che le ha detto?

I rapporti erano già deteriorati, ha cercato di ricucire, ma lo strappo ormai c’era, anche per come si sono comportati dopo l’incidente di mio figlio, che fa pure il vigile urbano. Sono mancati i rapporti umani. Prima, parlo di dieci anni fa, il Comando era una famiglia, si litigava ma finito il bisticcio tutto tornava come prima. Adesso ci sono i rancori, i dispetti, le denunce. E il sindacato ci mette il carico, più interessato alle beghe interpersonali che al resto.

Si riferisce a qualche episodio in particolare?

Mi riferisco a un sindacato. A furia di stare dietro a problematiche astruse come timbri e divise non si è più guardato al resto. È diventata una guerra tra il comandante e alcuni personaggi e c’è andata di mezzo tutta l’armonia del Corpo. Rapporti che si sono deteriorati dopo la vicenda della multa al questore finita con le Iene in Tv. Da allora è stato tutto un veleno, al Comando si è creato un clima di mancanza di fiducia che ha prodotto solo ostacoli.

Quand’è entrato nella Polizia municipale?

Il 16 aprile 1979, a 22 anni.

Quanti comandanti ha conosciuto?

Cinque. Nel ’79 c’era Elia Cosentino, poi D’Incecco, Cespa, Grippo e poi l’attuale.

Il migliore?

Per umanità D’Incecco, per professionalità Grippo.

Com’era Pescara quando è entrato?

Un esempio: in via Firenze c’era il divieto di sosta sul lato monti, la contravvenzione era di 2mila lire. Quando prendevi servizio alle tre del pomeriggio trovavi sotto i tergicristallo già le duemila lire dei rappresentanti che preferivano pagare la multa, piuttosto che perdere tempo per il parcheggio. E poi c’erano i passaggi a livello e i tir dentro la città.

Mai dovuta annullare qualche multa, a qualche vip?

Fino agli anni 90 il “lei non sa chi sono io” era d’obbligo quando fermavi il macchinone. La risposta era sempre: che fa, concilia o faccio il verbale? E pagavano.

Il ricordo più bello?

Nel 1992. Ho salvato la vita a un ragazzo in un incidente stradale. La madre scrisse al ministero e mi fece prendere la medaglia d’oro al merito civile. Ma mi piace ricordare i colleghi Aspide, Sammarone, Sacchini con cui abbiamo messo in piedi l’Infortuinistica a metà degli anni ’80.

Sono cambiati i vigili?

La polizia municipale ha perso il suo ruolo fondamentale, la presenza. Prima ai mercati, al mattatoio, ovunque c’era una concentrazione di persone, c’era un vigile. Occhio e orecchio dell’amministrazione, pronto a cogliere i malumori e le soddisfazioni dei cittadini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA