E c’è un’altra battaglia vinta: la banca deve pagare 100mila euro

26 Aprile 2024

PESCARA. «Ai fini della valutazione dell'eventuale natura usuraria di un contratto di mutuo, vanno conteggiate anche le spese di assicurazione sostenute dal debitore per ottenere il credito, essendo...

PESCARA. «Ai fini della valutazione dell'eventuale natura usuraria di un contratto di mutuo, vanno conteggiate anche le spese di assicurazione sostenute dal debitore per ottenere il credito, essendo all’uopo sufficiente che le stesse risultino collegate alla concessione del credito».
Lo ha stabilito con una sentenza la Corte d’Appello dell’Aquila nella causa civile intentata da una coppia (nel frattempo uno dei coniugi è deceduto) contro un importante istituto bancario nazionale che gli aveva concesso un mutuo da 160mila euro per 25 anni (300 rate mensili), “obbligando” i sottoscrittori a pagare circa diecimila euro di assicurazione.
L’avvocato Alessandro Buccieri, che assisteva la coppia, aveva dovuto far ricorso in appello dopo la decisione di primo grado che gli aveva dato torto.
Ma, contrariamente a quanto stabilito dal giudice pescarese (sentenza del 27 aprile 2022), mutuo e assicurazione, secondo il presidente del collegio, Ciro Marsella, sono strettamente collegati e «ne consegue che il costo dell’assicurazione deve essere computato nel calcolo del Teg (tasso effettivo globale ndr), con ciò determinandosi l’usurarietà originaria del mutuo».
«Dal che il diritto dell’appellante», prosegue il presidente del collegio, «trattandosi di interessi non dovuti, alla ripetizione delle somme corrisposte a tale titolo, maggiorate degli interessi legali dai singoli pagamenti al saldo, dovendosi ritenere, per quanto sopra rilevato, la mala fede da parte della banca».
Peraltro, la Corte ha anche accertato che la compagnia assicuratrice fa parte dello stesso gruppo della banca e che quel contratto era abbinato al mutuo erogato, contrariamente a quanto dichiarato dalla banca stessa.
Così, riformando la decisione di primo grado, la Corte aquilana ha stabilito che alla ricorrente dovrà andare una somma che sfiora i 100mila euro che corrisponde alla somma (aumentata degli interessi) che il sottoscrittore del mutuo ha dovuto sborsare per interessi non dovuti. (m.cir.)