E da sette anni il palazzo di giustizia non ha ancora l’agibilità amministrativa

24 Novembre 2016

Al tribunale di Pescara «mancano i certificati di agibilità, come atto amministrativo conclusivo di una serie di certificazioni, ma i collaudi strutturali sono stati effettuati e l'edificio è in...

Al tribunale di Pescara «mancano i certificati di agibilità, come atto amministrativo conclusivo di una serie di certificazioni, ma i collaudi strutturali sono stati effettuati e l'edificio è in regola con le norme di sicurezza, anche dal punto di vista sismico». È quanto afferma l'architetto del Comune Pierpaolo Pescara, che rassicura sulla stabilità dell'edificio sottoposto a monitoraggio periodico. Come conferma l'assessore ai Lavori Pubblici Enzo Del Vecchio: «L'ultima rilevazione effettuata da una commissione di tecnici ingegneri è avvenuta nel 2009 e ha dato esito negativo a causa di una serie di anomalie riscontrate dai collaudatori. Mancherebbe l'ultimo tassello, il collaudo tecnico amministrativo dopo quello statico, già effettuato». Il controllo dei tecnici è stato conseguente al distaccamento di alcune lastre di marmo dai soffitti, mai sostituite, che però ha determinato la creazione di un lungo serpentone di transenne ricoperte di plastica azzurra e che per ragioni di sicurezza, al momento, non potranno essere smantellate. Almeno non prima della decisione della Corte di Cassazione che dovrà sciogliere il contenzioso (per lavori eseguiti e mai pagati) tra il Comune di Pescara e il consorzio Sapro, concessionario della progettazione del tribunale, costato 61 milioni di euro con mutuo acceso alla Cassa Depositi e Prestiti e inaugurato nel 2004. Due i procedimenti aperti, in Corte d'Appello e in Cassazione. Tra le criticità del palazzo di giustizia, una rampa di scale (foto) che avrebbe dovuto collegare l'edificio ad un'area esterna riservata a parcheggio, attraverso una sorta di ponte levatoio. Ma i costi elevati hanno bloccato il progetto di costruzione della rampa, attualmente transennata.