E dopo il voto partono gli attacchi a Marsilio: «È un avviso di sfratto»

Fina e Paolucci (Pd): siamo pronti a riconquistare la Regione Di Girolamo (M5S): alleanza con i Dem ovunque sia possibile
PESCARA. Trionfalismi ed entusiasmo: il centrosinistra plaude a un risultato «molto positivo in Abruzzo». Il bersaglio grosso, però, è un altro e viene indicato senza reticenze dal Partito democratico. E se il segretario regionale Michele Fina parla di «avviso di sfratto» per il presidente della Regione, Marco Marsilio, il capogruppo Dem in consiglio regionale, Silvio Paolucci, indica «la direzione di marcia per il futuro, che è quella di unire partiti e movimenti civici per conquistare la Regione».
IL SEGRETARIO DEM
«Per il Partito Democratico e il centrosinistra è un risultato straordinario, sia letto nella dimensione nazionale, sia in quella regionale», precisa Fina, «non ci sarebbe naturalmente niente di più sbagliato nel mettere bandierine politiche, perché si tratta innanzitutto di decisioni prese dai cittadini per le loro città e i loro territori: i vincitori sono innanzitutto loro. Detto questo, il voto ci consegna come Pd e centrosinistra, Movimento 5 Stelle e forze civiche progressiste una responsabilità che dobbiamo essere pronti a caricarci sulle spalle. Le affermazioni di Luisa Russo a Francavilla al Mare, di Francesco Menna a Vasto, di Gianfranco Di Piero a Sulmona, di Mario Nugnes a Roseto degli Abruzzi, unite al grande risultato, a lungo incerto, del nostro candidato Leo Marongiu a Lanciano – sconfitto solo per una manciata di voti – testimoniano dell’affermazione della concretezza dei programmi che hanno raccontato, e vogliono realizzare, idee di città che guardano al futuro». Secondo il segretario «le donne e gli uomini che stiamo sostenendo nella nostra regione, la prossima Generazione Abruzzo da tempo al lavoro su una piattaforma alternativa a questo pessimo governo regionale, deve essere accomunata dall’adozione di questa visione. È chiaro come questi risultati siano un avviso di sfratto per la giunta Marsilio. Così come è chiaro per il Pd che la strada di un partito aperto ed inclusivo dettata da Enrico Letta sia quella giusta, che porteremo avanti con ancor più determinazione». Oggi il Pd Abruzzo terrà una conferenza stampa di analisi del voto a Pescara, nella sede del Consiglio regionale.
IL CAPOGRUPPO DEL PD
Silvio Paolucci sottolinea che «è mancato pochissimo alla perfezione», con il chiaro riferimento alla sconfitta di Lanciano. «I risultati ampiamente positivi», aggiunge, «ci danno una direzione di marcia anche per il futuro: costruire un progetto intorno al Pd per quanto riguarda i partiti e le liste civiche, con candidati credibili e con un significativo rinnovamento. Giovani e donne, ecco cosa occorre costruire per la Regione in futuro. Per il centrodestra è una sconfitta. Le alleanze future? Bisogna mettere dentro tutte le anime del centrosinistra, da Calenda e Renzi ai Cinque stelle. Ogni volta che il centrosinistra è stato unito e inclusivo dei civici è stato sempre competitivo e ha raccolto dei successi importanti».
ITALIA VIVA
L’onorevole CamilloD’Alessanro (Iv), spiega come «l'esito dei ballottaggi in Abruzzo» confermi «la crisi strutturale centrodestra. Da quando Marsilio è in Regione perdono ovunque, salvo a Lanciano, ma il voto cambia la geografia politica anche nel campo nel centrosinistra. I risultati delle liste dimostrano che non si può vincere in Abruzzo con lo schema Pd-5Stelle più contorno. Ciò che era considerato in più, ora diventa fondamentale. Non solo le liste civiche animate da Italia Viva, tutte superiori ai 5Stelle, ma anche Azione dimostrano che l'area liberale e riformista è luogo di attrazione del voto moderato e fa la differenza ovunque. In Abruzzo l'area riformista centra un risultato straordinario sul quale costruire il luogo dell'alternativa alla destra in Regione»
EFFETTO LUCIANI
A Francavilla il padre putativo della vittoria del sindaco Lucia Russo è inequivocabilmente Antonio Luciani, potente primo cittadino uscente, capace di raggranellare al primo turno più voti del Pd con una lista che portava il suo nome. «Abbiamo assistito a una vittoria netta di Luisa e della nostra squadra», gongola Luciani, «in queste elezioni a Francavilla, con la candidatura di Roberto Angelucci, si sono valutati due decenni: quello dell’amministrazione Angelucci-D’Amario e quello mio dal 2011 al 2021, tanto è vero che la campagna è stata improntata a questo confronto. Ebbene, quello dell’avvocato è un successo netto. Ho sempre detto che la forza della componente civica ha sempre contrassegnato tutte le mie elezioni. Poi, aver costruito una lista con il mio nome, battendo il Pd e ottenendo il triplo dei voti della Lega e il doppio di quelli di Forza Italia, fa capire che i cittadini sono rimasti molto contenti del lavoro svolto». Per Luciani «i risultati dimostrano che l’elettore non è più fidelizzato a questo o a quel partito. Quando si propone una formula per una corretta amministrazione i partiti vanno in secondo piano».
LA RIVELAZIONE NUGNES
La rivelazione abruzzese è senza dubbio l’affermazione a Roseto degli Abruzzi di Mario Nugnes, che ha come mentore politico l'ex deputato Giulio Sottanelli, attuale coordinatore regionale di Azione. «È stata una vittoria sofferta», osserva Sottanelli, «che conferma come lo schema Roma funzioni. Nella Capitale con Carlo Calenda ha vinto un modo nuovo di fare politica: siamo partiti tre anni fa e abbiamo costruito un progetto come se fosse un piano industriale. Conoscevamo i problemi della città, abbiamo realizzato un programma molto dettagliato e arricchito da una squadra di persone nuove e competenti. Abbiamo potuto contare sulla passione di tanti volontari, soprattutto giovani, che hanno fatto la differenza. Solo questo concetto di squadra ci ha permesso di vincere contro tutti. Noi siamo stati da soli, lo abbiamo sempre detto e non abbiamo stretto accordi né ufficialmente, né ufficiosamente.
I CINQUE STELLE
La senatrice Gabriella Di Girolamo (M5S) è tra le ideatrici della coalizione che a Sulmona ha stravinto le elezioni. «Abbiamo lavorato secondo le indicazioni del presidente Conte», sottolinea la parlamentare, «e cioè, dove è possibile, dare vita a una coalizione progressista. Qui da noi è stato possibile con Pd, liste civiche storiche e nuove, la forte vicinanza dei temi di una realtà nuova per il M5S e per lo stesso Pd, che veniva da due commissariamenti e ha vissuto l’allontanamento di personalità della vecchia politica che si sono schierate con Gerosolimo. Si è creato, insomma, l’humus favorevole a questa coalizione. Il gruppo locale ha accettato questa sfida e si è creato un collante con il Pd, con liste civiche come Sbic che è molto vicina a noi. Più di una volta l’ho sostenuta quando non c’era il M5S». Sulla replicabilità dell’alleanza la senatrice precisa che «dove abbiamo consiglieri uscenti non è stato possibile, soprattutto se si è fatta opposizione per 5 anni al Pd. Credo che sia un approccio possibile dove si può costruire insieme, di certo non ci consegniamo nelle mani di un altro gruppo o partito». (d.r.)
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