E gli urbanisti d’Abruzzo incalzano i candidati in lizza

PESCARA . Le elezioni regionali sono alle porte, e la sezione abruzzese dell’Inu (Istituto nazionale di urbanistica), si mette a disposizione di tutte le forze politiche in campo, per fornire idee e...
PESCARA . Le elezioni regionali sono alle porte, e la sezione abruzzese dell’Inu (Istituto nazionale di urbanistica), si mette a disposizione di tutte le forze politiche in campo, per fornire idee e progetti utili al governo del territorio. La logica è quella della condivisione di saperi, con l’obiettivo di migliorare le performance della pubblica amministrazione.
«La sezione Abruzzo dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, in occasione dell’imminente rinnovo del Consiglio regionale», afferma in fatti il presidente Roberto Mascarucci, «è a disposizione per illustrare alle forze politiche le sue posizioni in merito a programmi che riguardino il governo del territorio e l’urbanistica».
Tra le priorità individuate dagli urbanisti abruzzesi, secondo i quali le forze politiche che andranno al governo della Regione dovrebbero farsi carico, Mascarucci, cita «l’ascolto delle esigenze espresse dai contesti locali, la costruzione condivisa di un quadro strategico regionale, la stesura di una nuova legge regionale per il governo del territorio».
Per Mascarucci, «come l’azione politica in generale, anche l’urbanistica deve riappropriarsi del contatto reale con le esigenze del cittadino difendendo il ruolo che può e deve svolgere il sapere esperto. In questa logica», sottolinea il presidente della sezione Abruzzo e Molise dell’Inu, «credo sia utile e opportuno sottolineare e valorizzare il contributo che l’Inu può dare alla costruzione dei nuovi programmi di azione amministrativa per il governo del territorio. È infine necessario ricordare che l’Inu è ente di alta cultura e di coordinamento tecnico riconosciuto dal Presidente della Repubblica con decreto del 21 novembre 1949. In quanto tale l’Inu esprime pareri in merito a programmi, piani, progetti, leggi e regolamenti regionali».
La sua posizione culturale», conclude Mascarucci, «è nota per essere stata espressa più volte in documenti pubblici, sia a livello nazionale che regionale». (c.s.)

