E i ragazzi in treno a Scafa per inseguire lo scudetto

PESCARA. Dove continuare gli allenamenti, adesso che le Naiadi sono chiuse? Per i ragazzi della squadra under 14 della Pescara Pallanuoto una prima risposta a questo rebus (per ora senza soluzione) è...
PESCARA. Dove continuare gli allenamenti, adesso che le Naiadi sono chiuse? Per i ragazzi della squadra under 14 della Pescara Pallanuoto una prima risposta a questo rebus (per ora senza soluzione) è arrivata da Scafa, per l’esattezza da Domenico Giampietro che si occupa, con il circolo Freetime, della gestione del centro sportivo Tontodonati. La piscina ha riaperto i battenti, nel periodo di ferie, solo per consentire ai 17 atleti della Pescara Pallanuoto di continuare ad allenarsi tutti i giorni in vista delle finali scudetto di categoria, in programma dal 5 al 9 settembre al Centro federale di Ostia. E così ogni giorno si viaggia in treno (più un pezzo a piedi), ma con entusiasmo.
Se prima gli allenamenti si svolgevano quotidianamente alle Naiadi, per un totale di 12 ore a settimana in piscina (anche la mattina, alle 6.30) e due ore in palestra, in questa fase è tutto precario e la situazione è di estrema incertezza. Con la chiusura dell’impianto al confine tra Pescara e Montesilvano la squadra è stata costretta per un po’ a spostare le attività in mare, «dove l’acqua è mossa e ha una densità diversa e poi non ci sono punti di riferimento», fa notare Emanuela Iezzi, che allena i ragazzi insieme a Lorenzo Cacciagrano, «e poi ogni giorno dovevamo spostare il materiale, ad esempio le porte». Ma per le ultime due settimane, che sono quelle «di rifinitura», andava trovata una soluzione diversa, e la svolta è stata la piscina di Scafa, dove i ragazzi arrivano in treno (partendo da Pescara, Montesilvano e Chieti), mentre due allenamenti saranno effettuati a Silvi, dove la piscina è quella di un campo regolamentare. «La chiusura della Naiadi è stata devastante, l’impianto di Scafa ci ha salvati: non avremmo saputo dove andare visto che le altre piscine sono chiuse o costano troppo. I ragazzi affrontano questa trasferta a Scafa con spirito positivo, quello di sempre, sono fantastici, ma certo fanno uno sforzo in più». E per il futuro? «Stiamo cercando un piano B, se le Naiadi non riapriranno. Si prevedono allenamenti itineranti, tra varie piscine: ora stiamo chiedendo la disponibilità di spazi acqua, mantenendo la speranza che riaprano le Naiadi, ma è tardi per pianificare tutto e sarebbe comunque complicato spostarsi da una struttura all’altra. Quanto a noi, collaboratori sportivi, ci sentiamo ancora più precari di quello che è il nostro mestiere». A Scafa, Giampietro non ha avuto dubbi a dire sì: «Quando Cacciagrano e Iezzi mi hanno contattato per la disponibilità dell’impianto, è stato un piacere poter dare una mano», racconta. «Alla luce dell’impegno agonistico che la squadra avrà a breve ad Ostia, penso sia un dovere, per qualsiasi gestore della zona, dare la possibilità a questi ragazzi di coronare un sogno conquistato sul campo durante la stagione. Purtroppo il problema si pone per la prossima stagione: il mio impianto è troppo lontano per poterli ospitare con continuità, ma per queste settimane le mie porte sono aperte. E poi, viva lo sport». A proposito di sport, l’obiettivo di oggi sono le finali scudetto: «Quello che arriverà sarà comunque positivo, essendo la prima volta», conclude Iezzi, «e mi auguro che i ragazzi diano il massimo».

