E il Sunia chiede un incontro al prefetto: «Fermare il degrado in via Rigopiano»

11 Gennaio 2018

Il Sunia chiederà un incontro col prefetto Gerardina Basilicata per «cercare una soluzione al degrado di via Rigopiano», molto simile a diverse altre zone della città che ospitano alloggi di Ater e...

Il Sunia chiederà un incontro col prefetto Gerardina Basilicata per «cercare una soluzione al degrado di via Rigopiano», molto simile a diverse altre zone della città che ospitano alloggi di Ater e Comune presi con la forza. Secondo Giuseppe Carminelli (foto), responsabile provinciale del Sindacato Inquilini, sarebbero «almeno 40 su 80 gli appartamenti da sgomberare in via Rigopiano, angolo via Passo della Portella, senza contare gli alloggi che potrebbero essere ripuliti e consegnati agli sfollati di via Lago di Borgiano che vivono in albergo da oltre sei mesi e per i quali il Comune, con fondi della protezione civile, paga 40 euro al giorno per ciascun ospite. Con queste cifre» prosegue Carminelli «si potevano acquistare palazzi, oltre che requisire alloggi. Operazione che chiediamo da mesi». Nei palazzoni che cadono a pezzi, in via Rigopiano, ci sono anche alcuni appartamenti con porte e finestre murate. Secondo l'indagine del Sunia, gli alloggi che a novembre risultavano occupati abusivamente ( “come abusivi sono gli allacci di luce e gas") si trovano al civico 88 interni 7 e 8; civico 88/1 interno 5; civico 88/2 interno 8; civico 88/3 interni 1-3-6-7-8; civico 88/4 interno 1; civico 88/5 interno 1; civico 88/6 interno 1; civico 88/7 interno 1-5-6;civico 88/8 interni 2-3-4-5-6-7-8; civio 88/9 interni 2-4-6. Appartamenti «vuoti o sotto sequestro a seguito dell'intervento dei residenti- censiti dal Sunia- si trovano al civico 88/1 interno 3; civico 88/4 interno 4; civico 88/6 interno 4. Alloggio quest'ultimo, si legge nell'esposto del sindacalista del 1° novembre scorso, «sotto sequestro ma con persone che entrano tranquillamente con le chiavi facendone uso proprio" con "l'utilizzo di pitbull come cani da guardia". L'abitudine di taluni è di girare nel borgo "con coltelli e pistole" costringendo di fatto gli inquilini regolari a barricarsi in casa "con la paura di incrociare proiettili vaganti».