E la marineria sud piange Iolanda, “regina del porto”

12 Giugno 2022

PESCARA. È morta Iolanda, “la regina del porto”. Una folla, lungo un tappeto di fiori e cuori di anthurium rossi, rose e ortensie, ha accompagnato il feretro di Iolanda D’Incecco, 92 anni, vedova...

PESCARA. È morta Iolanda, “la regina del porto”. Una folla, lungo un tappeto di fiori e cuori di anthurium rossi, rose e ortensie, ha accompagnato il feretro di Iolanda D’Incecco, 92 anni, vedova dell'armatore Erminio Camplone, lungo il tragitto dall’abitazione di via Rossetti a piazza Rizzo, borgo sud, dove ieri alle 15 si sono svolti i funerali alla presenza del sindaco Carlo Masci e dei rappresentanti della marineria.
La cerimonia è stata officiata da don Emilio, parroco della chiesa di Gesù Maestro, nelle vicinanze della barchetta a strascico del marito morto dieci anni fa, la “Erminio padre”, posizionata in piazzetta, che è diventata il simbolo di Borgomarino sud. “Za’ Iolanda”, così la chiamavano, classe 1930, è morta venerdì pomeriggio nella sua casa, dopo aver combattuto contro la malattia.
Indimenticata venditrice di pesce in scafetta che ha trascinato per 50 anni con un carrettino in un angolo del molo sud (dove c’è stato l'inchino della bara prima della cerimonia funebre) lascia sette figli: Marco, Massimo, Mario, Marina, Marilena, Antonio e Massimiliano e una trentina tra nipoti e pronipoti. «Mia madre era una donna stupenda che ha cresciuto sette figli con tanti sacrifici», ricorda il figlio armatore, Massimo Camplone, «ha patito la fame durante la guerra, lo sfollamento tra Pianella e Moscufo. Ci raccontava che un mese comprava il latte che faceva segnare al negozietto e il successivo pagava l’affitto. La chiamavano la regina del porto perché si faceva volere bene e così era trattata da tutti coloro che l’amavano e la rispettavano. Voleva che rimanessimo sempre tutti insieme».
«Era la moglie del pescatore che si alzava presto, indossava il grembiule e decideva con la dolcezza e la fermezza che la facevano diventare magica», le parole di Enrico Camplone impresse su un foglio e lette da Riccardo Padovano. La salma riposerà nella cappella di famiglia del cimitero di San Silvestro. (c.co.)