E nell’ex Ferrhotel altri posti per ospitare gli universitari

10 Gennaio 2021

PESCARA. Il progetto del campus universitario di viale Marconi non fermerà i lavori per l’ex Ferrhotel. Ieri l’assessore Luigi Albore Mascia ha confermato che l’immobile verrà ristrutturato entro l’an...

PESCARA. Il progetto del campus universitario di viale Marconi non fermerà i lavori per l’ex Ferrhotel. Ieri l’assessore Luigi Albore Mascia ha confermato che l’immobile verrà ristrutturato entro l’anno per realizzare un ostello per universitari. In questo modo, Pescara rischia di avere un doppione, ossia due edifici adibiti ad alloggi per studenti. Ma il progetto per l’ex Ferrhotel non può essere fermato, altrimenti c’è il rischio di perdere il finanziamento.
Il Comune ha ottenuto un finanziamento dal ministero dell’Università e della ricerca scientifica di 5,4 milioni di euro per il recupero del fabbricato, in passato adibito ad albergo per i ferrovieri, e per realizzare residenze per studenti. La superficie dell’immobile è di 1.500 metri quadrati. All’interno dovrebbero essere realizzati 50 posti letto, più altri 16 in un altro edificio da costruire nella parte posteriore. Il vecchio Ferrhotel, di cinque piani, sarà completamente ristrutturato con materiali innovativi, sia per il risparmio energetico, sia per l’impatto ambientale. Il fabbricato rimesso a nuovo avrà un locale adibito a bar e una palestra, accessibili agli studenti ma aperti anche alla fruibilità della comunità. Sono previsti inoltre una sala libri, una sala giochi e persino una sala per il relax.
L’intenzione di ristrutturare l’immobile per adibirlo ad ostello per studenti è partita da lontano. Nel 2016, il consiglio comunale approvò la delibera che conteneva lo schema di accordo di programma, poi successivamente sottoscritto tra Comune, Regione e l’Adsu (Azienda per il diritto allo studio) Chieti Pescara. Dopodiché, si procedette ad elaborare una variante al Piano regolatore della città per consentire, oltre alla ristrutturazione dell’ex Ferrhotel, di realizzare anche un edificio dietro l’attuale immobile per ampliare la capacità di accoglienza della struttura fino ad un massimo di 66 posti letto. Una volta completati i lavori, il Comune dovrebbe cedere all’Adsu la struttura. Questa ne avrà la gestione per 30 anni, al termine dei quali la proprietà tornerà all’ente.
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