E oltre trecento atleti restano senza spazi

La rabbia delle associazioni sportive alla vigilia dei campionati: «Costretti ad allenarci fuori Pescara»
PESCARA. Sono più di trecento gli atleti delle società sportive di nuoto rimasti al momento fuori dalle piscine Le Naiadi. La ripartizione degli spazi acqua, decisa dal nuovo gestore, lascia scontenta una grossa fetta di nuotatori, professionisti e non, che all’inizio della stagione autunnale e dei campionati si ritrova costretta ad allenarsi fuori Pescara. I disagi sono dovuti in parte anche alla mancata disponibilità della vasca sopraelevata, rimasta chiusa per problemi d’infiltrazione.
Succede così che, in vista dei campionati, molte squadre sono costrette a fare la spola tra gli impianti di tre province, spostandosi tra Pescara (Nubiana), Silvi, Francavilla e Chieti. La Pescara pallanuoto, su circa 200 tesserati dello scorso anno, al momento ha perso 60 iscritti: «Tra nuoto e pallanuoto sono rimasti con noi 140 sportivi che abbracciano diverse fasce di età, dai 10 anni ai 30 della prima squadra, è un patrimonio che rischiamo di perdere», fa sapere la società, che il 2 dicembre prossimo inizierà le partite di serie B e ha già scelto di puntare su un allenatore di peso come Paolo Malara.
Si dice amareggiata anche Katia D’Amario, presidente della società di nuoto sincronizzato Swim team Abruzzo: «Avevamo mandato diverse mail, rimaste senza risposta, poi sabato scorso durante l’open day è arrivata la doccia fredda: a fronte di tre gruppi di atleti (categoria, esordienti e propaganda) ci sono stati concessi gli spazi per un solo settore, lasciando fuori 30 ragazzine: su 80 iscritti, entreranno alle Naiadi solo 50». Oltre a sollevare il problema sportivo e sociale, D’Amario evidenzia anche i disagi lavorativi: «Con me ci sono 5 ragazze, adesso in tre resteranno senza lavoro. L’unica società sportiva ad essere rientrata a pieno regime è il Club aquatico, tutte le altre che da anni si allenavano alle Naiadi devono arrangiarsi». Nella stessa situazione anche il gruppo master di nuoto che partecipa ai mondiali europei di salvamento e ai campionati internazionali con circa 30 tesserati, costretti a fare la spola nella altre province. «Avevamo chiesto gli spazi da un mese e mezzo, appena avevamo saputo della nuova gestione», dice l’allenatore Renato Possanzini, «le risposte finora sono state parziali, ci hanno detto di attendere e nel frattempo ci hanno assegnato le corsie del nuoto libero, peraltro senza conoscere bene l’importo delle tariffe. Per gli sportivi diventa impossibile allenarsi, soprattutto ad ora di pranzo quando si verificano gli ingorghi con l’acquagym e le corsie per allenarci rimangono due. Siamo costretti a spostarci a Nubiana o a Silvi eppure con le altre gestioni non avevamo mai avuto problemi, sarebbe bastato prendere i piani acqua precedenti e fare piccole modifiche».
Diverso il discorso per Giustino Lotti, presidente e allenatore della società di nuoto paralimpico Asd Effegiquadro (34 agonisti e 80 disabili di tutte le fasce di età che un tempo nuotavano alle Naiadi) che ha invece ripiegato su Chieti, dandone comunicazione alle famiglie dei ragazzi disabili. Invece il coach Simone Mantolini della Blue triathlon attende l’evolversi della situazione visto che ad oggi i circa 30 tesserati hanno approfittato delle belle giornate per nuotare in mare dopo essersi cimentati con la corsa e la bicicletta. (y.g.)
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