E ora i lavori assumono i caratteri dell’urgenza

19 Marzo 2016

PESCARA. Dopo i sequestri, l'Aca spa è corsa subito ai ripari per annunciare un «cronoprogramma di interventi», concordato con i Comuni, da attuare nei termini indicati dall'autorità giudiziaria per...

PESCARA. Dopo i sequestri, l'Aca spa è corsa subito ai ripari per annunciare un «cronoprogramma di interventi», concordato con i Comuni, da attuare nei termini indicati dall'autorità giudiziaria per l'utilizzo dei depuratori.

L’azienda ha inoltre fatto sapere che, a causa della «scarsa efficienza degli impianti, ha avviato da aprile 2015 le procedure di affidamento per l'adeguamento del depuratore di Manoppello e per la dismissione dell'impianto di Lettomanoppello. L'intervento della Procura consente», prosegue l'Aca, «di attivare una procedura d'urgenza per fornire una immediata e definitiva soluzione ai problemi dei due impianti».

Quanto a Livello e Di Giovanni, rispettivamente direttore del settore depurazione e direttore tecnico dell'Aca, «si sono immediatamente messi a disposizione per fronteggiare l'emergenza determinata dal blocco degli impianti».

Intanto, prosegue il lavoro della Capitaneria di porto e della Forestale, avviato l'estate scorsa per controllare gli scarichi nel fiume. Lavoro che ha portato alla creazione di una banca dati, in continuo aggiornamento, in cui sono confluite anche le informazioni della Provincia, deputata al rilascio delle autorizzazioni allo scarico, e quelle della Regione, derivanti da una convenzione con l'università d'Annunzio per il censimento degli impianti industriali e civili. L'attenzione degli investigatori è concentrata sulle situazioni apparse anomale o sul fronte delle autorizzazioni oppure nel rilevare, attarverso le analisi, la presenza di sostanze contaminanti e il carico inquinante dei reflui.

Le verifiche, spiegano dalla capitaneria e dalla forestale, stanno consentendo di scoprire altre condutture che inquinano o compromettono la qualità delle acque del fiume e, di conseguenza, quelle del mare, mediante l'immissione fuori limite di liquami ad alta carica microbica o, peggio, non depurati.

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