Ecco la biblioteca di Monia nel giorno del compleanno

Grande commozione al centro Ananke per l’inaugurazione del nuovo spazio Le amiche: «Ci ha illuminato la vita». Il papà: «Mia figlia non ha avuto giustizia»
PESCARA. «Monia è ancora e sempre con noi, nei nostri cuori, oggi festeggiamo il suo compleanno e celebriamo una donna che aveva una grandissima voglia di vivere». Si sono strette intorno a mamma Doretta e papà Aldo, le amiche di Monia Di Domenico, uccisa nel 2017, a 45 anni, dall’inquilino dell’appartamento di famiglia di via Monte Sirente 65, a Francavilla che doveva versarle due mesi d’affitto. Ilaria, diverse Barbara, Luciana, Patrizia: c'erano tutte, ieri pomeriggio in via Tavo 248, all'inaugurazione della “biblioteca di Monia” alla quale è stato dedicato lo Spazio Sfera dell’associazione Ananke, al primo piano, che ospiterà gli incontri delle donne maltrattate, «affinché possano scambiarsi emozioni, vissuti e storie», svelano le operatrici Doriana Gagliardone e Sara Di Giovanni.
La psicologa originaria di Corropoli proprio ieri avrebbe compiuto 51 anni e i familiari e le amiche hanno voluto far diventare una festa con pizzette e bollicine «che Monia amava tantissimo» la cerimonia scandita da ricordi e tanta commozione. Doretta Foschi indossa gli orecchini della figlia e dice: «Monia è nel mio cuore». Poi racconta come è nata l'idea di donare 500, degli oltre 700 libri custoditi da Monia nella sua casa pescarese di via Leopardi. Su ogni volume è stato apposto il bollino “Sempre libera Monia”, frase ispirata alla Traviata, altra passione della psicologa. «Ho voluto donare i libri all’associazione Ananke, e tutte le sue cose, scarpe, borse, vestiti alle amiche che hanno avuto la forza di entrare in casa a sistemare, affinché le custodiscano con affetto. Mi manca non poterle chiedere più consigli, non averla vicina», rivela mamma Doretta e ringrazia “il motore dell'iniziativa”, Manuela Vizioli. Resta a lungo in silenzio papà Aldo “Aldino” Di Domenico, poliziotto in pensione, in giacca, cravatta e foulard nel taschino. E poi dice: «Mia figlia non ha avuto giustizia».
Le amiche Ilaria Di Matteo e Barbara De Amicis: «È con noi, le parliamo ogni giorno, oggi celebriamo la bellezza di una vita vissuta a mille. Monia era colta, di classe, aveva una grande curiosità. Ci ha illuminato la vita, ci diceva sempre: state lontano dagli uomini tossici». Silenzio. Applausi. E poi: «Il suo sogno era visitare gli Usa coast to coast e vedere la fioritura dei ciliegi in Giappone». Luciana Conte, assessore al Comune di Lettomanoppello le ha dedicato una panchina rossa nel giardino degli scalpellini: «Già al liceo, il Galilei, mostrava solarità ed empatia». Per alcune di loro «il perdono è ancora lontano». Barbara Orsini: «Mi mancano i suoi abbracci, il suo senso estetico». La collega di Monia, Patrizia: «Mancherà anche ai “suoi ragazzi”, le persone con disabilità psichica che aveva in cura». Seduto su una sedia, piange lo zio Marcello Di Domenico: «Era la mia unica nipote, era bella mia nipote». Il 16 e 22 giugno e il 15 settembre proseguono nella libreria di Monia gli incontri “Donne Liberamente pensanti” a cura di Maristella Lippolis, Maura Chiulli e Lilia Scandurra. Lo Spazio Sfera, dedicato anche alla psicoterapeuta Francesca Molfino scomparsa 10 anni fa, sarà aperta 3 volte a settimana.

