Erosione, partono i lavori «Ma andavano fatti prima

1 Giugno 2018

I balneatori della riviera sud accolgono con favore l’intervento per riportare la sabbia Chiedono di anticipare i tempi, in futuro, e di finire il progetto delle barriere soffolte

PESCARA. Comincia ufficialmente la stagione dei bagni. E cominciano in contemporanea anche i lavori di ripascimento di due tratti della spiaggia sud. Nei giorni scorsi la Capitaneria di porto ha emesso l’ordinanza relativa ai lavori in base alla quale già da martedì la ditta Cardinale srl di Rosciano avrebbe potuto cominciare l’intervento con un motopontone per il prelievo (entro il 15 giugno) di 6500 metri cubi di sabbia al di là delle scogliere da destinare alla parte antistante le scogliere, in modo da combattere l’erosione che ha divorato una parte della spiaggia. Per i balneatori non c’è neppure un momento da perdere. Anzi, si è già perso troppo tempo, dicono.
«Abbiamo cominciato a discuterne da ottobre, come succede ormai da otto anni» dice Angelo Sissa da Il Pirata. «Anche se l’interlocuzione inizia mesi prima, il ripascimento viene realizzato sempre quando la stagione è cominciata o sta per cominciare». Se la prende con l’Arta, che «impiega un mese per analizzare la sabbia da utilizzare per il ripascimento e fa ritardare tutto. Si deve puntare ad eseguire i lavori entro aprile», commenta. «E comunque sarebbe sufficiente realizzare anche qui il progetto “Ricama”, con le scogliere soffolte, per contrastare l’erosione. È stato bloccato più a nord e qui sono state realizzate delle barriere perpendicolari alla costa (i “pennelli”, che danno vita a delle “vasche”) e ora cominciano a funzionare, anche se creano problemi ad altri stabilimenti». Sissa ringrazia l’assessore comunale Gianni Teodoro, per il ripascimento. «Ha capito l’esigenza degli operatori ed è l’unico, insieme all’ex assessore regionale Donato Di Matteo, che si è impegnato, ci ha messo la faccia e i soldi» (l’importo dei lavori è di 95mila euro, i fondi sono comunali). Impossibile non fare la conta dei danni: «In otto anni qui siamo passati da 40 a 17 metri di spiaggia, per l’abbandono della Regione, e abbiamo perso centinaia di clienti. Ora recuperiamo 10-15 metri ma ormai gli ombrelloni sono piazzati», conclude Sissa. Insieme a Il Pirata sono interessati al ripascimento anche altri stabilimenti vicini e cioè Ombretta e Corallo mentre più a nord sono coinvolti Tramonto, Coralba, Circolo della vela e Riva d’oro. «Questo tipo di lavoro, eseguito con il motopontone, è molto utile», commenta Marco Schiavone dal Tramonto. «La sabbia non viene persa con le prime mareggiate», aggiunge. E fa notare che «gli interventi precedenti anti-erosione non sono stati conclusi e la zona è rimasta scoperta, senza protezione». «Ottimo l’intervento del Comune, anche se si poteva fare un po’ prima», commenta. «I tempi sono stati allungati dalla burocrazia per cui l’anno prossimo si deve provare ad anticipare». Le previsioni per l’estate 2018 sono positive perché questa concessione recupera «6 o 7 metri, dopo la perdita di sabbia e palme subita negli anni scorsi. Si dovrà solo attendere qualche giorno dopo la fine dei lavori prima di riaprire alla balneazione». È polemico, invece, un operatore che preferisce rimanere anonimo. «I lavori arrivano con un mese di ritardo e qui serve la barriera soffolta, che altrove è stata utile e ha avuto ottimi risultati. Spero, poi, che dopo il ripascimento non arrivi il divieto di balneazione perché non possiamo ridare i soldi ai clienti. E non ce lo possiamo permettere, se puntiamo alla bandiera blu. Certo, il ripascimento è utile. Ma i “pennelli”, che qui risultano efficaci, creano un disastro in altre zone». Ce l’ha con il Comune, e la critica è generalizzata. «Questa è una zona dimenticata da Dio, perché siamo nell’area di confine. Illuminazione, luce, marciapiedi: tutto viene sistemato da piazza Le Laudi verso nord».
Teodoro spiega obiettivi e tempi dei lavori. A Porta Nuova, dice, si punta «alla salvaguardia del litorale e al potenziamento della fruibilità del lungomare. La durata sarà di una settimana» e si farà in modo di «influire il meno possibile con le attività balneari e di arrecare il minor disagio a operatori e bagnanti ai quali vogliamo riconsegnare presto una spiaggia più ampia».
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