Esportazioni in crescita: l’Abruzzo al 12esimo posto con +2,1% nei primi 6 mesi

Aumentano in modo significativo l’export verso i Paesi extra Ue (+17,1%) Tra i beni alimentari a luglio e agosto è calato il prezzi dei prodotti non lavorati
Buona performance dell'Abruzzo nelle esportazioni di prodotti all'estero. L'ultimo rilevamento Istat pone la regione al 12esimo posto nella classifica nazionale, con un incremento del 2,1% dell'export nel primo semestre 2024 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Un dato ancora più significativo se confrontato con la media italiana, che segna un decremento delle esportazioni, in termini tendenziali, dell'1,1%: a contribuire sono principalmente le minori vendite di metalli di base e prodotti in metallo scese dell'8,5%, articoli in pelle, escluso abbigliamento (-9,5%) e autoveicoli (-8,6%).
Le regioni più virtuose sono la Sardegna, che guida la graduatoria con un +18,8%, Calabria (+18%) e Molise (+14,2%).
FOCUS ESPORTAZIONI
In particolare, secondo la rilevazione dell'Istituto nazionale di statistica, scendono sul territorio abruzzese le esportazioni verso i Paesi Ue27, che fanno registrare una flessione del 9,4%, tra le più marcate d'Italia, mentre aumentano in modo significativo quelle verso i Paesi extra Ue, con un incremento del 17,1%. Per quanto riguarda i settori delle esportazioni, crescono, tra gli altri, Coke e prodotti petroliferi raffinati (+186,4%), i prodotti dell'estrazione di minerali da cave e miniere (+103,7%) e gli articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici (+43,5%), mentre registrano una flessione i prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti e risanamento (-50,2%), gli articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-17,6%), legno, carta e stampa (-14,9%). A livello nazionale, nel secondo trimestre 2024, rispetto al trimestre precedente, le esportazioni risultano sostanzialmente stazionarie per il nord-ovest (+0,2%) e il nord-est (+0,1%), in aumento per il centro (+1,1%) e in flessione per il sud e isole ( -3,6%). Le flessioni tendenziali più ampie riguardano Marche (-41,3%), Basilicata ( -40,9%) e Liguria ( -26,3%).
PREZZI IN CALO
I prezzi dei beni, evidenzia la ricerca dell'Istat, hanno continuato a ridursi in termini tendenziali (-0,1% a luglio e -0,5% ad agosto) per effetto della decelerazione della dinamica dei beni alimentari, scesa dal +5,6% di gennaio a +0,9% di luglio e +1% di agosto e della perdurante contrazione dei prezzi beni energetici (-4,0% a luglio e -6,1% ad agosto).
Tra i beni alimentari, si segnala a luglio e agosto il calo dei prezzi dei prodotti non lavorati (-0,4% a luglio e -0,5% in agosto). I prezzi degli alimentari lavorati hanno, invece, continuato, seppure in misura più moderata, la loro dinamica crescente: +1,6% a luglio e +1,8% da agosto. La dinamica tendenziale dei prezzi dei beni energetici è stata pari a -4,0% a luglio e - 6,1% ad agosto. I beni energetici non regolamentati, che attualmente rappresentano oltre il 90% del totale, hanno registrato una riduzione del 6% a luglio e dell’8,6% ad agosto, mentre i prezzi dei beni energetici regolamentati hanno rafforzato la crescita in atto dal mese di maggio (+11,7% a luglio e +14% ad agosto).
L’inflazione relativa al carrello della spesa, che comprende i prezzi dei beni alimentari e per la cura della casa e della persona, ha evidenziato un' ulteriore decelerazione negli ultimi due mesi, registrando incrementi dello 0,7% a luglio e 0,9 per cento ad agosto.
AUMENTA L'OCCUPAZIONE
Il report nazionale rileva un aumento dell’occupazione, con il numero di occupati che a luglio supera i 24 milioni di unità. La crescita ha coinvolto prevalentemente le donne e gli individui di tutte le classi d’età, ad eccezione dei 25-34enni. Per posizione professionale l’occupazione è aumentata tra i soli autonomi, mentre è calata tra i dipendenti, sia permanenti sia a termine. Il tasso di occupazione (62,3%), risulta in crescita di 0,1 punti percentuali rispetto a giugno.

