Estate ai saluti finali, i balneatori: incubo bollette, salvati dai turisti

17 Settembre 2022

Dopo l’agosto da record, c’è chi ha iniziato a smontare palme e ombrelloni, ma il termine è a ottobre E gli operatori già pensano al 2023: con i costi lievitati, saremo costretti ad aumentare i nostri prezzi

PESCARA. Qualità dell'acqua ottima con un mare trasparente e cristallino. Un mese di agosto con boom di turisti, spesso rimandati indietro per mancanza di ombreggi, per via delle palme affittate stagionalmente ai residenti. Ha il segno più, l’estate ormai conclusa, per gli stabilimenti balneari.
Il 4 settembre, come da ordinanza regionale, si è chiusa la stagione balneare, quella in cui deve essere garantito il servizio di assistenza alla balneazione. I lidi però possono continuare a mantenere le attrezzature fino alla fine di ottobre. Con il tempo fino a ora buono, a Pescara si sta cominciando a smontare in questi giorni, complice la ripartenza dell’anno scolastico che ha svuotato le spiagge e indotto i primi balneatori al ritiro dei materiali. «Non ci possiamo lamentare di questa estate», afferma Riccardo Padovano Sib Abruzzo. «Se a luglio c’è stato un calo delle presenze, ad agosto abbiamo recuperato, ma il comparto balneare ha retto grazie al turismo locale». Per Padovano il neo della stagione sono stati gli aumenti nei costi dell’energia.
«Vedersi quintuplicare una bolletta del gas è un problema molto serio», analizza. «Significa che l'utile aziendale è letteralmente mangiato dall’energia. A breve presenteremo i listini prezzi per il prossimo anno e sicuramente ci sarà un'impennata, perché non si può pensare di prendere i risparmi per mandare avanti un’attività». Ma c’è un altro punto debole della stagione e riguarda il personale, sempre più difficile da trovare nel comparto della ricettività. «C’è carenza», ammette Padovano, «specie per le mansioni di fatica. A volte troviamo persone che accettano di lavorare a giugno e luglio, ma poi ci lasciano ad agosto perché vogliono andare in vacanza. Credo che occorra puntare sulla formazione vera sulla manualità».
«Ci sono stati tanti turisti sia a luglio che ad agosto», sottolinea Stefano Cardelli di Ciba – Confartigianato, «una condizione che accade dalle ultime tre stagioni. Il mare è stato bellissimo, come mai prima, tuttavia abbiamo avuto pochissima frequentazione durante la settimana. Gli stabilimenti hanno tutte le palme affittate dagli stagionali, ma i residenti non vanno più al mare come una volta. Credo che per il futuro dovremmo lasciare più ombreggi liberi per accogliere i villeggianti». Secondo Cardelli è uno sforzo che dovrebbero fare tutti gli chalet. «Se tutti lasciassimo una decina di palme ciascuno, potremmo liberare tanti posti, mentre fino a ora abbiamo dovuto rimandare indietro i turisti per via delle palme affittate, ma vuote». Anche per il balneatore la carenza di personale è una piaga, «specie per i lavori faticosi. Ci vorrebbe più formazione e così si creerebbe tanto lavoro».
Sono tante le cause legate alla carenza di personale per Mario Troisi di Fiba Confesercenti, prima fra tutti «il reddito di cittadinanza che induce tanti a rinunciare al lavoro o a chiedere di farlo in nero. Il problema c’è, e spero sia transitorio. In un’estate bella e piena di presenze», per Troisi «le bollette sono state una botta. I margini si sono ridotti per tutte le imprese e bisogna in qualche modo sopperire». Di tutt’altro tenore l'analisi di Ottavio Di Stanislao di Assobalneari-Confindustria. «È stata un’estate con poche presenze e legata all'incertezza del futuro per la Bolkestein. La cosa più importante che può fare un imprenditore è investire per generare ricchezza, ma di fronte a un futuro oscuro, in cui si può essere sfrattati senza preavviso, non si lavora serenamente. A questo si aggiunge un crollo nel turismo verticale. È un continuo vivacchiare in attesa del futuro, nell'ambito di un mercato che ha subito una contrazione paurosa».