Ex Fea dimenticata, appello del Pd Progetto del museo bloccato dalla bonifica. I consiglieri: la Regione in ritardo

PESCARA. È ancora abbandonata l'ex Fea, la vecchia stazione ferroviaria della linea Pescara-Penne sul lungomare Matteotti.Il progetto per la realizzazione di un polo museale, culturale e ricettivo, è...
PESCARA. È ancora abbandonata l'ex Fea, la vecchia stazione ferroviaria della linea Pescara-Penne sul lungomare Matteotti.
Il progetto per la realizzazione di un polo museale, culturale e ricettivo, è ancora congelato per via della bonifica da effettuare. Secondo i consiglieri regionali del Pd, Antonio Blasioli, Silvio Paolucci e comunali, Piero Giampietro, Francesco Pagnanelli, Stefania Catalano e Marco Presutti, la responsabile dei ritardi sarebbe la Regione. «Sono passati 17 mesi da quando la società che si è aggiudicata il bando per la valorizzazione turistica del complesso ex Fea ha comunicato la presenza nel sito di sostanze inquinanti», ricordano Blasioli e Paolucci. «Da allora l’unica azione intrapresa sono stati i lavori di messa in sicurezza, eseguiti dalla stessa società concessionaria malgrado non fosse responsabile per l’inquinamento, mentre nessun provvedimento è stato adottato dalla Regione». Il 3 marzo 2021 sono stati scoperti 4 serbatoi sotterranei pieni di oli e idrocarburi ed è emerso il superamento nelle acque di falda delle concentrazioni di cloruro di vinile. L’Arta ha quindi invitato la società ad attuare la messa in sicurezza, rimuovendo le cisterne interrate e realizzando un barrieramento idraulico per evitare che la contaminazione si estendesse. «A due anni dalla consegna del sito, nonostante l’esborso di circa 200 mila euro per indagini ambientali e opere di messa in sicurezza, secondo quanto emerso dalla conferenza dei servizi convocata dal Servizio Geologia, Siti contaminati, Vas e Beni ambientali del Comune, la società non ha ancora la facoltà di avviare i lavori di riqualificazione, né ha ottenuto dalla Regione una proroga per la conclusione dei lavori, considerata l’incompatibilità con i termini inizialmente pattuiti (4 anni)», spiegano ancora i consiglieri Pd.
La questione è finita al centro di un'interpellanza del Pd in consiglio regionale, per appurare i prossimi passi della Regione, a cui sarebbero seguite risposte definite «insoddisfacenti». A pesare nel quadro complessivo, per i consiglieri comunali, «il silenzio imbarazzante del Comune. Il sindaco faccia sentire la sua voce, e nel frattempo che non venga sbloccata la questione, si restituisca alla cittadinanza l'area che fino al 2021 era usato come parcheggio. Nei prossimi giorni presenteremo una mozione in consiglio comunale affinché Masci si attivi presso la Regione». (m.pa.)

