Faccia a faccia con il ladro il farmacista: pronto a colpirmi

MONTESILVANO. Il ladro è entrato durante il turno notturno della farmacia, dalla finestra del magazzino, e il farmacist agli è corso incontro pronto ad affrontarlo se non fosse che, una volta a pochi...
MONTESILVANO. Il ladro è entrato durante il turno notturno della farmacia, dalla finestra del magazzino, e il farmacist agli è corso incontro pronto ad affrontarlo se non fosse che, una volta a pochi centimetri dal bandito con il viso coperto da una sciarpa di lana, quello abbia immediatamente infilato entrambe le mani nelle tasche del giubbotto. «È stato un attimo, un attimo solo in cui ho pensato che avrebbe potuto tirare fuori un’arma e allora sono scappato. Sennò altroché, l’avrei affrontato e chissà che sarebbe successo» racconta A.R., il direttore della farmacia del Cuore di via San Domenico, a Montesilvano assaltata nella notte tra venerdì e sabato da un ladro.
«Era giovanissimo», racconta ancora A.R., «e molto minuto, ma messi uno di fronte all’altro, se era armato come poi era considerando che poi ha forzato la cassa sicuramente con un cacciavite portando via duemila euro, sarebbe potuta accadere qualsiasi cosa. Per fortuna non avevo chiuso a chiave la serranda del magazzino e sono potuto scappare immediatamente, altrimenti non ci sarebbero state vie di fuga per nessuno dei due, e da uno stupido episodio chissà che cosa sarebbe potuto accadere».
«È stata una fortuna», ripete il farmacista che pur non essendo stato vittima di chissà quale rapina cruenta come purtroppo si registrano sempre più spesso, si è reso conto suo malgrado quanto vicino possa arrivare la microcriminalità, con tutti i rischi che ne conseguono. «In quei momenti agisci d’istinto», va avanti A.R., «io istintivamente di fronte al rumore sono andato in magazzino e vedendo la sagoma del ladro dall’altra parte della porta a vetro gli sono andato contro urlando come un pazzo, senza rendermi conto del pericolo in cui mi stavo mettendo. È stato un attimo di lucidità, vedendo quello che si metteva subito le mani in tasca, a farmi allontanare, altrimenti chissà che poteva succedere».
Momenti che a ricordarli fanno venire i brividi al farmacista 46enne che l’altra notte si trovava da solo quando, dopo aver servito un cliente alle tre passate, si è visto piombare dentro il ladro. «Solo quando mi sono reso conto che poteva essere armato sono scappato fuori, a piedi scalzi, senza cellulare, come mi trovavo, ma naturalmente a quell’ora nessuno vedendomi in quello stato si è fermato. Per fortuna è passata, e si è fermata, la guardia giurata dell’Ivri. Ma quando è entrata dentro la farmacia il ladro era già sparito. Poi sono arrivati anche i carabinieri. Inizialmente sembrava che il ladro non avesse preso niente», conclude A.R., «invece mancavano i duemila euro che avevo in cassa, ma me ne sono accorto la mattina alle sette». (s.d.l.)
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