Famiglie, aziende, bonus e pensioni: cosa cambia

24 Dicembre 2023

Dagli aumenti in busta paga all’uscita con più ostacoli dal lavoro

L'AQUILA . Dagli aumenti e premi in busta paga alla riforma delle pensioni, dagli aiuti alle famiglie alle misure a favore delle imprese. La legge di Bilancio 2024, dopo il via libera del Senato, arriverà alla Camera il prossimo 28 dicembre per l'approvazione definitiva, senza modifiche rilevanti.
È una manovra da 28 miliardi, in larga parte destinati al taglio del cuneo fiscale per i dipendenti fino a 35mila euro di reddito. Il capitolo più controverso è quello delle pensioni tra riforme penalizzanti, tagli di assegno e rivalutazione calmierata. Viene confermato il pacchetto famiglia per lavoratori con figli, in aggiunta alle misure per le aziende.
Ecco una panoramica delle misure più importanti.
PACCHETTO LAVORO.
Per i dipendenti e gli autonomi sono previsti la proroga della detassazione al 5% dei premi di risultato, il potenziamento dei fringe benefit a mille euro annui esentasse, applicabile a tutti i dipendenti rispetto ai consueti 258 euro e la riduzione del bonus per genitori con figli dai 3mila euro del 2023 a 2mila euro.
Per il lavoro autonomo si potenzia il sussidio di disoccupazione Iscro. L'ammortizzatore sociale diventa strutturale ma con criteri di accesso più severi: il reddito non deve superare i 12mila euro e deve essere inferiore al 50% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni precedenti, contro l’attuale limite al 70% del reddito del biennio precedente.
Per le imprese è stato inserito un nuovo strumento per le assunzioni agevolate secondo il principio del "più assumi meno paghi". Si tratta di una deduzione del 120% per contratti a tempo indeterminato in aziende che incrementano l’occupazione, che sale al 130% per personale svantaggiato. È stata rifinanziata anche la Nuova Sabatini, che incentiva l’acquisto di macchinari e software e si estende agli investimenti green.
Tra le altre misure contenute nel testo, la riforma della garanzia Sace che si apre agli investimenti green di fondi esteri, il rinvio al primo luglio per la sugar e la plastic tax, la nuova tassazione sugli affitti brevi con cedolare secca al 21% per un solo immobile e al 26% dal secondo al quarto.
BONUS PER LE FAMIGLIE.
Nel pacchetto di misure per la famiglia c’è, prima di tutto, la proroga della maggiorazione del bonus sociale elettrico, al 31 marzo 2024. Viene poi rifinanziata la carta "Dedicata a te", che copre spese di prima necessità di famiglie con Isee fino a 15mila euro.
È stato prorogato per l’intero 2024 il mutuo garantito prima casa per i giovani under 36 con Isee fino a 40mila euro ed esteso anche alle famiglie numerose. E c’è un mese in più di congedo parentale indennizzato all’80%.
Infine, per le mamme che lavorano la Manovra prevede: il bonus asilo nido potenziato per il secondo figlio e il bonus madri lavoratrici in busta paga al 100% fino a 3mila euro, con almeno tre figli di cui almeno uno ancora minorenne, oppure due figli fino ai dieci anni del più piccolo.
FLESSIBILITà IN USCITA.
Il capitolo su cui si registrano i cambiamenti più rilevanti è quello sul taglio pensioni per iscritti a quattro enti di previdenza gestiti dall’Inps: enti locali, sanitari, insegnanti elementari e di asilo, ufficiali giudiziari. Prevede aliquote di rendimento meno favorevoli sulla parte di contributi versati prima del 1996.
La penalizzazione si riduce con l’aumento degli anni di contribuzione, fino ad azzerarsi con 15 anni di versamenti al 31 dicembre 1995. Da questo meccanismo sono state escluse le pensioni di vecchiaia, che continuano ad essere calcolate con le vecchie regole, e quelle anticipate maturate entro il 31 dicembre 2023.
Chi, invece, raggiunge i requisiti per la pensione anticipata a partire dal 1° gennaio 2024 in poi avrà un assegno ridotto, applicando i nuovi coefficienti contenuti nella legge di Bilancio. L’entità del taglio dipende sempre dagli anni di contributi versati precedentemente al 1° gennaio 1996 e si azzera con 15 anni di versamenti a questa data.
Previsto anche un meccanismo più favorevole per il personale sanitario, a cui la penalizzazione viene ridotta di 1/36 per ogni mese di posticipo del pensionamento. Significa che, dopo tre anni dalla maturazione del diritto alla pensione anticipata, il taglio si azzera.
Infine, per queste pensioni, si allunga la finestra di uscita: resta di tre mesi per l’anno 2024 mentre sale a quattro mesi nel 2025, a cinque mesi nel 2026, a sette mesi nel 2027 e a nove mesi a partire dall’anno 2028.
Confermate le misure sulla flessibilità in uscita: Quota 103, Ape Sociale, Opzione Donna. Quota 103 è stata prorogata con gli attuali requisiti, ovvero 62 anni di età e 41 di contributi, ma con l’introduzione del ricalcolo interamente contributivo dell’assegno per chi la matura nel 2024, una finestra mobile aumentata da tre a sette mesi, un tetto all’assegno pari a quattro volte il minimo dell’assegno fino alla maturazione dell’età per la pensione di vecchiaia.
Per l’Ape Sociale nel 2024 ci vogliono cinque mesi in più: esattamente 63 anni e 5 mesi. Restano i 30 anni minimi di contributi versati per disoccupati, caregiver e disabili ed i 36 anni minimi per gli addetti a mansioni gravose.
Infine un anno in più per la formula Opzione Donna, che nel 2024 richiede 61 anni (uno in meno per le madri, fino a uno sconto massimo di due anni), mentre restano i 35 anni di contributi e l’appartenenza a una delle categorie di aventi diritto introdotte lo scorso anno.
RIVALUTAZIONE PENSIONI.
C'è una nuova penalizzazione sulla rivalutazione delle pensioni, rispetto al meccanismo ordinario e a quello per fasce applicato lo scorso anno, concentrato sui redditi ricadenti nell’ultimo scaglione.
Chi ha una pensione superiore a dieci volte il minimo, infatti, dal prossimo anno avrà la perequazione sull’inflazione al 22% e non più al 32%. Quindi, considerando che quest’anno le pensioni si rivaluteranno del 5,4%, i trattamenti sopra le dieci volte il minimo vedranno un aumento dell’1,2%.
Le altre aliquote restano analoghe a quelle 2023 tranne dunque l’ultima. Fino a quattro volte il minimo indicizzazione al 100%, tra quattro e cinque volte il minimo indicizzazione dell'85%, tra cinque e sei volte 53%, tra sei e otto volte il minimo indicizzazione del 47%. Fino a dieci volte il minimo della pensione l' indicizzazione è stata stabilita al 37%, mentre scende al 22% oltre dieci volte il minimo.
Il taglio del cuneo fiscale in busta paga rappresenta il capitolo più rilevante in termini di risorse impiegate. Riguarda i lavoratori dipendenti con reddito fino a 35 mila euro: si tratta di uno sconto sui versamenti contributivi pari a sette punti percentuali per chi guadagna fino a 25mila euro e a sei punti fra i 25mila e in 35mila euro di reddito. La parte in meno di contributi versati va direttamente in busta paga, aumentando l'importo lordo in busta. Un meccanismo che ripropone, per il prossimo anno, lo sconto contributivo che già viene applicato sullo stipendio da luglio scorso, con l’unica differenza che nel 2024 viene esclusa dal computo la tredicesima e si tiene conto solo delle 12 mensilità di base.
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