Famiglie di educatori potranno accogliere bimbi in cerca di aiuto

25 Settembre 2015

A Montesilvano il primo esperimento pilota in Abruzzo per assistere i minori allontanati da situazioni difficili

MONTESILVANO. Una nuova opportunità di accoglienza per i minori sottratti ad ambienti familiari problematici. Arriva a Montesilvano il progetto di affido professionale, promosso dall’Azienda speciale per i servizi sociali del Comune. Primo caso in Abruzzo, secondo in Italia, l’iniziativa consentirà di accogliere i minori in un contesto molto vicino a quello familiare, rappresentando allo stesso tempo un’opportunità lavorativa per i professionisti del sociale.

Il progetto è stato illustrato nella mattinata di ieri dal vicesindaco, Ottavio De Martinis e dal direttore dell’Azienda sociale, Eros Donatelli. L’affido professionale rappresenta un’alternativa tutta nuova alle case di accoglienza e ai centri diurni, con professionisti – educatori, assistenti sociali, pedagogisti e psicologi – che ospiteranno i bambini nelle loro case.

«Questa iniziativa in Italia è stata sperimentata soltanto nella provincia di Milano. Montesilvano è il secondo caso, unico in Abruzzo. Sono numerosi i bambini con alle spalle situazioni molto difficili, allontanati da contesti familiari problematici e affidati a degli istituti» dice De Martinis. «Questo progetto nasce con una duplice valenza: accogliere questi ragazzi in una situazione molto vicina a un ambiente familiare vero e proprio, con tutte le attenzioni e le cure necessarie, rappresentando un’opportunità lavorativa per i professionisti dei servizi sociali». Nella famiglia professionale è richiesta la presenza di almeno una figura specializzata, con età compresa tra i 24 e i 64 anni, con una laurea in scienze psicologiche, scienze formative, scienze educative o nei servizi sociali. Al professionista spetterà una retribuzione di 1.050 euro mensili per un minore affidato e 2.000 euro per due minori. «Ogni anno, il Comune di Montesilvano si trova a dover gestire circa 25 bambini, collocati tra le case di accoglienza presenti sul territorio e il centro diurno» precisa Donatelli. «Ora potremo aggiungere questa ulteriore opzione, che rappresenta anche una ottimizzazione dei costi per l’ente. Le spese per la gestione dei minori, a carico dei Comuni, si aggirano sugli 80 – 150 euro per minore al giorno. Con l’affido professionale, il costo si riduce notevolmente, offrendo al contempo un’accoglienza per il minore più adeguata».

Il collocamento professionale, aggiunge Donatelli, si rivolge soprattutto a «quelle situazioni che non trovano una risposta adatta nelle comunità di accoglienza, o nelle famiglie affidatarie volontarie, come ad esempio i neonati, gli adolescenti con storie difficili alle spalle, i minori portatori di patologie psichiche e ancora situazioni in cui i fratelli devono restare uniti. L’affido professionale può rappresentare una giusta risposta anche per tutti quei casi di minori stranieri non accompagnati, i cui numeri sono in costante crescita. L’Azienda pubblicherà entro la prossima settimana un bando, che coinvolgerà anche i Comuni limitrofi, per individuare le figure professionali, che dovranno essere dotate di partita Iva.

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