Fazii conferma: a luglio i contagiati totali caleranno a quota zero

Solo un nuovo caso registrato su 1.295 tamponi e nessuna vittima Il virologo: «Siamo ai livelli minimi, ma il virus può tornare in autunno»
PESCARA. Il governatore Marsilio dice che «con questi ritmi, tra 15 giorni, non ci sarà più nessun malato in giro». Abbiamo ascoltato il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio della Asl di Pescara, che conferma le parole del presidente della Regione, precisando che «pur non trattandosi di azzeramento biologico, si può parlare di fatto di azzeramento perché siamo ai livelli minimi di circolazione del virus che, in assenza di un vaccino, si potevano raggiungere». Dagli ultimi test è emerso un solo nuovo caso. Il totale sale così a 3.267.
L’AZZERAMENTO. Lo zero assoluto, senza un vaccino, da un punto di vista biologico non può esistere, ma secondo gli addetti ai lavori i risultati ottenuti con le misure di contenimento sono i migliori che si potessero auspicare. Fazii, direttore dell’Unità operativa complessa di Microbiologia e virologia clinica a valenza regionale della Asl di Pescara, che già a inizio aprile aveva ipotizzato la presenza di nuovi casi fino a giugno, sottolinea che «l’azzeramento che attendevamo di fatto c’è».
Merito delle misure introdotte dal governo e dalle Regioni, si dice convinto il virologo, sottolineando che «il sistema del lockdown italiano è stato copiato da tutti, si è capito che avevamo ragione anche se ora ci lecchiamo le ferite dal punto di vista economico». E merito anche dei cittadini, «che hanno seguito le indicazioni, dando una risposta straordinaria».
LA TREGUA ESTIVA. Alle misure di contenimento si aggiungono le condizioni climatiche. «Le attuali condizioni», spiega l’esperto, «fanno sì che il virus si latentizzi in maniera asintomatica per superare un periodo a lui sfavorevole.
È altamente probabile che il Sars-CoV2, in Italia e nell’area mediterranea, d'estate non creerà problemi, magari continuando a circolare in maniera silente». Si tratta, però, di una malattia giovane e di «un’infezione che non si conosce bene».
Gli esperti si basano allora sul comportamento dei suoi parenti più stretti, ovvero gli altri coronavirus. «Gli HCoV-229E, HCoV-OC43, HCoV-NL63 e HCoV-HKU1», afferma il virologo, «sono responsabili di una forbice che va dal 5 al 40% dei raffreddori che colpiscono l’uomo, ma si osservano solo in autunno, in inverno e nella prima parte della primavera. In attesa di conoscere meglio il nuovo coronavirus, è probabile che esso si comporti allo stesso modo e che d’estate ci lasci finalmente in pace».
RISCHI IN AUTUNNO. Di conseguenza, evidenzia Fazii, «è possibile che il Covid-19 torni in autunno. Proprio per questo», aggiunge, «dobbiamo agire con cautela, non dobbiamo abbassare la guardia e dobbiamo prepararci per quello che potrà essere, anche se una eventuale nuova ondata sarà meno grave e imponente perché ormai siamo preparati». Ma è comunque necessario «continuare a rispettare le misure preventive», come l’uso delle mascherine, il distanziamento sociale e il lavaggio frequente delle mani.
UN SOLO CASO. Dagli ultimi test, su 1.295 tamponi analizzati, è emerso un solo nuovo caso (0,07%), che fa riferimento alla Asl di Pescara, dove il totale sale a 1.534. Nessun nuovo caso alla Asl di Chieti (825), a quella di Teramo (662) e alla Asl dell’Aquila (246).
Non si registrano decessi recenti: il bilancio delle vittime è fermo a 453. Le persone attualmente positive sono 539, cioè undici in meno di mercoledì. Del totale, 81 pazienti (-2) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e cinque (invariato) in terapia intensiva, mentre gli altri 453 (-9) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
Continua a salire il numero dei pazienti guariti o dimessi, che sono 12 in più, per un totale di 2.275 persone, 117 delle quali, risolti i sintomi dell’infezione, attendono i tamponi di controllo. Dall’inizio dell’emergenza sono stati eseguiti complessivamente 87.566 test.
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