Fazii e i tanti tamponi “fai da te” «Così i positivi escono lo stesso»

«Troppi furbi non comunicano l’esito del test per convenienza, magari prima di partire per le ferie» E l’esperto avverte: con il caldo cresce anche la percentuale di asintomatici, necessaria la mascherina
PESCARA. Sono 72 i casi di contagio registrati ieri a Pescara, 237 sul territorio provinciale. Il dato pescarese è in calo rispetto ai 117 di lunedì scorso e ai 113 di due lunedì fa. I contagi in provincia hanno oscillato per tutta la settimana: 872 casi conteggiati martedì 19 luglio, 558 mercoledì, 592 giovedì, 749 venerdì, 535 sabato, 438 domenica.
Il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio di Virologia e Microbiologia della Asl di Pescara, torna a ribadire la rapida diffusione dei contagi, con le varianti che «bucano» caldo e vaccini, e l’importanza dell’uso della mascherina.
«Gran parte di quelli che diffondono il virus sono asintomatici, ed è la situazione peggiora se non si usano le mascherine», spiega il virologo pescarese. Che mette in evidenza anche un altro fenomeno: «Molti fanno il tampone a casa e se risultano positivi non lo comunicano alle autorità sanitarie per convenienza», per non rovinare la partenza per le vacanze, per non interromperle, o perché non possono lasciare il lavoro. Commenta Fazii: «In giro ci sono troppi furbi e troppa ipocrisia. La circolazione del virus è rapidissima, tra varianti e sottovarianti Omicron, e la situazione peggiora tra feste, movida e affollamenti vari senza protezioni sul viso». Oltre al fatto che, puntualizza l’esperto, «con il caldo la percentuale degli asintomatici sale». L’epidemia rischia di diventare ancora più ingovernabile «nei prossimi mesi con l’arrivo del freddo, ma anche ad agosto», volendo considerare la data più ravvicinata dei festeggiamenti ferragostani.
«Nulla contro la movida», precisa Fazii, «purché sia fatta con cautela. Se pensiamo che durante i concerti musicali migliaia di persone urlano, saltano e cantano a squarciagola diffondendo particelle di saliva a distanza ravvicinata, senza mascherina e senza distanziamento, è inevitabile che il contagio galoppi in maniera sfrenata. A farne le spese, purtroppo, sono soprattutto i giovani perché sono quelli che fanno più vita sociale. E tra essi ci sono sicuramente tanti asintomatici che non usano i sistemi di protezione», innescando un effetto domino di contagi.
E la raccomandazione di Fazii è sempre la stessa: «Indossare la mascherina, anche se fa caldo ed è scomoda, in presenza di altre persone. Anche all’aperto. La malattia continua ad essere molto infettiva, nonostante le temperature meteo bollenti. E col caldo la percentuale di coloro che non presentano sintomi tende a salire e, proprio perché non si avvertono i sintomi tipici del Covid, tosse, febbre, raffreddore, mal di gola, si tende a non fare il test».
«Purtroppo ci sono troppi furbi e troppi ipocriti», ripete l’esperto, «che il tampone di controllo lo fanno a casa, magari prima di partire per una vacanza o in caso di dubbio. Poi, però, di fronte alla positività del responso fanno finta di niente e non segnalano all’autorità sanitaria. Ma questo atteggiamento», conclude il virologo, produce solo danni a se stessi e alla collettività», complicando e , anzi, facendo saltare, ogni ipotesi di tracciamento: il virus gira, ma non si sa più da dove arriva.

