Fazii: rinforzati gli organici Pescara può reggere l’urto

13 Novembre 2020

Il virologo: «L’ospedale è pronto ad affrontare anche le emergenze più gravi»

PESCARA. Un milione di test rapidi in arrivo: scorte anche per la Asl di Pescara. Potenziato il personale, da 5 tecnici a 12 unità entro dicembre, nei laboratori di Microbiologia dell'ospedale che effettua circa 1200 tamponi al giorno. L'uso della mascherina raccomandata per combattere l'influenza, oltre che per tenere lontano i contagi da coronavirus.
Il virologo Paolo Fazii, direttore dell'unità operativa complessa di Microbiologia e virologia clinica a valenza regionale della Asl di Pescara, fa il punto sulle ultime novità che stanno per essere varate dall'azienda sanitaria, diretta dal manager Vincenzo Ciamponi.
All'indomani dell'appello lanciato dai medici di famiglia, che nei giorni scorsi hanno incontrato i vertici Asl per trovare soluzioni ai ritardi sui vaccini antinfluenzali e per chiedere test rapidi subito allo scopo di potenziare il monitoraggio dei contagi nella popolazione, dal professor Fazii arrivano notizie confortanti.
Quando saranno disponibili i test rapidi e quanti ne arriveranno?
«Siamo a buon punto. Entro un paio di settimane, dovrebbe arrivare un milione di test antigenici rapidi, che saranno distribuiti a tutte le Asl della regione».
Come funzioneranno?
«Sono dispositivi simili ai tamponi molecolari, si infilano nel naso e danno un responso in pochi minuti. I risultati saranno comunicati al paziente in tempi brevi. I test rapidi saranno utilizzati soprattutto per "screenare" i gruppi, tipo i passeggeri che scendono in aeroporto oppure le scolaresche spesso bloccate in casa dalle quarantene. In caso di risultato positivo, il test sarà ripetuto con un tampone molecolare per confermare la diagnosi».
Quanti tamponi vengono effettuati ogni giorno dalla Asl di Pescara?
«Circa 1200 contro i 300-400 di questa estate, quando la situazione era più tranquilla. In queste ore le curve dei contagi sono sempre alte, ma si stanno abbassando, segno che siamo sulla strada giusta. Che il lockdown a macchia di leopardo, probabilmente, sta funzionando, ma è ancora presto per dirlo. Dobbiamo aspettare i prossimi giorni e vedere gli esiti dei contagi con le attività commerciali ferme. Noi medici siamo pronti. Abbiamo ipotizzato tutti gli scenari possibili, anche quelli più catastrofici. Quindi, ci siamo organizzati con l'approvvigionamento dei dispositivi utili al monitoraggio dell'emergenza. Saremmo in grado di ordinare anche fino a 7.000 tamponi al giorno per effettuare 3.500 test quotidiani. In ogni test si utilizzano due tamponi oro e rinofaringei e una provetta. In arrivo anche una certa quantità di reagenti. Potenzialmente, potremmo anche processare 3000 tamponi al giorno con sistemi di pooling, cioè modulando la quantità del reagente. Ma speriamo di non arrivare mai a tali alti livelli di emergenza. Intanto, abbiamo rinforzato il personale nei due laboratori (uno specializzato Covid situato nei sotterranei dell'ospedale) di Microbiologia. Agli attuali 5 tecnici, ne sono stati aggiunti altri 3 in fase di formazione, che diventeranno 12 entro dicembre».
I tamponi sono realmente efficaci per la ricerca del contagio?
«La ricerca molecolare è, al momento, l'unica diagnosi per il Covid 19».
Con tutti questi lockdown, non si rischia di "trattenere" il Covid in casa?
«Paradossalmente, se tutti fossimo bravi a portare la mascherina sempre e comunque, il rischio contagio si azzererebbe nel giro di poco tempo. Purtroppo, ci troviamo nella condizione di dover operare una mediazione fra le esigenze dei medici che chiedono la chiusura totale per alleggerire il carico dei ricoveri e la necessità della comunità di rispondere alle esigenze economiche e di sopravvivenza. Fin qui abbiamo pagato molto in termini economici e di contatti sociali. La conseguenza di tutto ciò è anche l'aumento di casi depressivi».
Tenere costantemente la mascherina può aiutare a combattere l'influenza, in un periodo in cui i vaccini tardano ad arrivare?
«Assolutamente, sì. Da quando abbiamo cominciato a indossarle, nove mesi fa, si è notato un calo di encefaliti, raffreddori, meningiti, in generale delle malattie trasmissibili».
Raccomandazioni?
«Le solite: mantenere il distanziamento, usare sempre le mascherine, lavarsi le mani e usare gel sanificanti».