Filovia, ripartono i lavori: sospesa la sentenza del Tar

Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso del Comune e di Tua contro i residenti
PESCARA. I lavori per la realizzazione della filovia sulla strada parco possono riprendere ed essere completati. Lo ha deciso giovedì scorso il Consiglio di Stato sospendendo gli effetti della sentenza del Tar del dicembre scorso che aveva bloccato l’intervento, su richiesta del comitato cittadino Strada parco bene comune difeso dagli avvocati Claudio e Matteo Di Tonno. Ora la situazione si è ribaltata. L’organo amministrativo di secondo grado ha discusso e quindi accolto l’istanza cautelare presentata dal ministero delle Infrastrutture, Regione, Tua e Comune, patrocinati dai legali Carlo Montanino, Biagio Giliberti e Paola Di Marco, per la riforma del provvedimento del Tribunale di primo grado, in attesa di decidere nel merito il prossimo 18 luglio.
Ma l’amministrazione comunale già canta vittoria. I lavori, bloccati per tre mesi, possono dunque riprendere subito e concludersi prima del pronunciamento del Consiglio di Stato. Secondo le previsioni, salvo ulteriori impedimenti amministrativi, i primi filobus potrebbero già partire il prossimo settembre.
L’ORDINANZA Nel testo del pronunciamento del Consiglio di Stato, pubblicato ieri, che sospende l’efficacia della sentenza del Tar, «ci sono riferimenti ad aspetti di natura sostanziale e non solo formale», fanno notare i legali dei ricorrenti. Il riferimento è alle seguenti frasi del provvedimento. «Nella contrapposizione tra i due opposti interessi», si legge nell’ordinanza emessa dal presidente del collegio Francesco Caringella, «occorre in questa fase annettere preminenza all’interesse pubblico legato al celere compimento di una pubblica opera che dovrebbe sensibilmente contribuire all’abbassamento dei livelli di congestionamento del traffico stradale e dunque a un miglioramento dello stato di inquinamento ambientale».
Ma, secondo i ricorrenti, il collegio andrebbe anche oltre, sebbene nella fase cautelare. «Ritenuto infine», è scritto ancora nell’ordinanza, «che, a corroborare le considerazioni di cui sopra, contribuisce altresì il rilievo che i motivi di appello non sembrano sforniti del sufficiente fumus di fondatezza, sia sotto il profilo della legittimazione a ricorrere, sia sotto il profilo delle sollevate questioni di merito (nulla osta alla sicurezza progettuale e non assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale della variante in discussione)».
COSA AVEVA DECISO IL TAR Il 9 dicembre dell’anno scorso il Tar aveva giudicato fondato il ricorso presentato dal comitato Strada parco bene comune bloccando così i lavori. In particolare, «risulta» si leggeva nella sentenza, «che il nulla osta impugnato non si è concluso con un giudizio e una valutazione definitiva sul progetto, essendosi il ministero limitato ad esaminare il progetto rilevandone delle criticità e dettando delle prescrizioni generiche al punto da risultare perplesse, per poi rinviare l’ulteriore valutazione al diverso controllo in sede di esercizio». E ancora: «Appare dunque inequivocabile che il nulla osta non abbia ritenuto sufficienti le integrazioni progettuali della Regione per superare tutte le prescrizioni esposte dal comitato tecnico».
L’OPERA ATTESA DA 30 ANNI Sono trascorsi più di trent’anni da quando Pescara ha iniziato a sognare la sua filovia. Nei primi anni Novanta l’ex tracciato ferroviario, dismesso da decenni, venne trasformato in una strada proprio in previsione del passaggio dei filobus. Fu un’intuizione dell’allora sindaco Carlo Pace e del sottosegretario Nino Sospiri realizzare quell’opera, utilizzando dei finanziamenti Cipe che permisero di riqualificare il tracciato dando vita alla via Castellamare, ribattezzata dai cittadini strada parco per la presenza di aiuole e percorsi ciclabili e pedonali. L’obiettivo era e resta quello di collegare in modo veloce ed ecologico due città, Pescara e Montesilvano. Sul tema si sono aperti dibattiti, contese, ricorsi, contenziosi.

