Finiti i soldi per le famiglie povere ma la gente continua a fare la fila

Presentate 430 domande in due settimane, ma le code davanti agli uffici della Caritas proseguono L’assessore Di Nisio: «I fondi stanziati non bastano più, entro fine mese bloccheremo le richieste»
PESCARA. Non accennano a finire le file davanti ai Punti di ascolto della Caritas per richiedere i sussidi del Comune destinati alle famiglie in difficoltà economiche dopo il lockdown. Le domande presentate finora, nell’arco di due settimane dall’avvio dell’iniziativa, sono 430. Un numero superiore alle aspettative e ora i fondi stanziati dal Comune rischiano di non essere sufficienti per accontentare tutte le richieste-
A farlo presente è stata ieri Nicoletta Di Nisio, assessore all’ascolto del disagio sociale. «I soldi potrebbero non bastare per tutti», ha rivelato, «entro la fine del mese saremo costretti ad approvare in giunta una delibera per bloccare ulteriori richieste».
I fondi stanziati dall’amministrazione comunale sono solo 50mila euro e il budget a disposizione potrebbe non bastare per tutti. Per questo motivo si procederà, molto probabilmente, alla stesura di una graduatoria degli aventi diritto.
Il progetto, chiamato «Una mano tesa», prevede aiuti fino ad un massimo di 700 euro per spese maturate nel periodo tra gennaio e settembre di quest’anno. Spese riguardanti bollette di gas, luce e acqua, canoni di locazione di abitazioni private (esclusi quindi gli alloggi popolari dell’Ater), viaggi per visite mediche, acquisto di farmaci o beni di prima necessità, rette e attività extrascolastiche e ludiche per i figli minorenni, assicurazioni auto.
Potranno beneficiarne le famiglie con reddito Isee non superiore a 8.000 euro. Il progetto è stato messo a punto dall’amministrazione comunale proprio per aiutare quei cittadini che si sono trovati senza lavoro e/o in serie difficoltà economiche a causa dello stato di emergenza per il coronavirus, scattato a febbraio e andato avanti fono a giugno scorso.
Da qui la decisione di utilizzare una parte delle risorse, originariamente destinate al progetto «Mi impegno per Pescara», per soddisfare le esigenze e le necessità di coloro che maggiormente hanno subìto le conseguenze economiche e sociali del lockdown.
Nell’iniziativa è stata coinvolta anche la Caritas che, insieme al Comune, ha messo a disposizione i propri Punti di ascolto per dare informazioni e supporto ai cittadini per la compilazione delle domande. Domande che devono essere redatte con un modulo del Pronto intervento sociale e con l’aggiunta della dicitura «Una mano tesa».
L’intenzione dell’amministrazione comunale resta quella di stanziare prossimamente una somma aggiuntiva ai 50mila euro, ma al momento non ci sono indicazioni al riguardo.
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