Fontanelle centrale dello spaccio M5S: «Un presidio fisso di polizia»

15 Ottobre 2020

Dopo i blitz delle forze dell’ordine a Rancitelli, tra le palazzine popolari in via Caduti per servizio  si è intensificato il via vai di tossici in cerca delle dosi quotidiane di droga. Pettinari lancia l’allarme

PESCARA. «Non c'è solo Rancitelli, da controllare. A Pescara esiste anche un'altra piazza dello spaccio, ed è quella di via Caduti per servizio, a Fontanelle». E il rapporto tra queste due periferie è come quello che c'è tra due «vasi comunicanti, per cui se viene fatta pressione su una piazza dalle forze dell'ordine», come sta accadendo dall'inizio del mese a Rancitelli, «si sposta tutto sull'altra».
Da qualche giorno, tra i palazzoni popolari di Fontanelle si è notato «un incremento pazzesco di acquirenti di droga che si assembrano e fanno la fila sotto casa degli spacciatori: i cittadini non ce la fanno più» ad assistere allo spettacolo indecoroso a cui danno vita queste persone perché si presentano «senza mascherina e si drogano in strada, una volta acquistata la dose. Sempre in strada, o negli androni, fanno i bisogni davanti a tutti».
La denuncia arriva da Domenico Pettinari, vice presidente del Consiglio regionale e rappresentante del Movimento cinque stelle molto legato a questa zona della città e quindi ai residenti, di cui raccoglie lamentele, denunce e sfoghi. «Non si può lasciare fuori controllo una piazza del genere, che per me è la seconda d'Abruzzo, perché se ne deve monitorare un'altra», dice Pettinari contestando le «operazioni a orologeria» condotte in queste settimane al "Ferro di cavallo" di via Tavo dove l'attenzione delle forze dell'ordine è stata alta e costante dopo l'incendio di due auto e il danneggiamento di una terza, tutto nella stessa notte.
«Dopo queste operazioni», fa notare, «tutto torna come prima, ma la mia contrarietà non è una cosa nuova». Pettinari continua a battere sullo stesso tasto di sempre, nella speranza che prima o poi la sua richiesta venga accolta perché quello che propone per le periferie dove si delinque ha già avuto successo in passato, come ricorda lui stesso. «Chiedo una unità fissa di polizia coadiuvata dall'Esercito, qui in via Caduti per servizio, al "Ferro di cavallo" e in via Rigopiano», anche se in quest'ultima zona la situazione sembra leggermente migliorata. «Questa presenza potrebbe fare da deterrente agli acquirenti di droga" e d'altronde è già accaduto nel 2011 quando a Fontanelle ci furono "i primi attentati" e venne preso di mira il presidente dell'associazione Insieme Per Fontanelle, Nello Raspa, ancora oggi al fianco di Pettinari. «Allora furono assegnati a questa zona una unità fissa con due poliziotti, più un militare». Il presidio durò sei mesi «e mise gli spacciatori in seria difficoltà. Questa è una soluzione», commenta Pettinari, e «costa meno dei blitz che coinvolgono tanti poliziotti. Spero che almeno si possa pensare di fare una prova», per studiare i risultati. Altro appello. «Bisogna sfrattare gli abusivi da Fontanelle», chiede Pettinari alla luce delle ultime occupazioni. «Mi appello al prefetto Giancarlo Di Vincenzo, che ringrazio per la sensibilità dimostrata, affinché vigili sull’applicazione da parte del Comune della legge regionale 96/96 che prevede quali soggetti non possono occupare le case popolari, e mi riferisco ai condannati per reati penali di un certo rilievo, a chi si rende responsabile di allacci abusivi e a chi usa l'alloggio per attività illecite». Pettinari ribadisce anche il suo "no" all'abbattimento del "Ferro di cavallo", che il Comune ha proposto alla Regione, perché, dice, «il patrimonio pubblico non si abbatte, ma si ristruttura, e si allontana chi non ha i requisiti. E poi, buttando giù quei palazzi, i criminali di Rancitelli si potrebbero spostare anche qui a Fontanelle, e i cittadini hanno paura».
Dal vice presidente del consiglio regionale anche un accenno alle famiglie, pare cinque, che sono ancora sistemate in albergo, dopo essere state allontanate dai palazzi di via Lago di Borgiano a rischio crollo per il quali si va verso l'abbattimento.
«Sono passati anni dallo sgombero, e sono famiglie devastate», conclude Pettinari da via Caduti per servizio, davanti alla sede del distaccamento di polizia municipale che accoglie un solo vigile e solo una mattina a settimana, il martedì.
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