Fontanelle ridotta a una discarica «Qui solo spaccio e prostituzione»

Seicento famiglie costrette a vivere in palazzoni dai soffitti ammuffiti e gocciolanti dopo la pioggia Un residente si sfoga: minacciato per le mie denunce, ma come si fa a stare zitti con questo schifo?
PESCARA. Non bastavano spaccio, prostituzione, minacce e intimidazioni. Ora il quartiere Fontanelle è anche una discarica di rifiuti che giacciono per strada, tra le fatiscenti case Ater e del Comune. La sporcizia si è impadronita della piazzetta dai colori ormai sbiaditi, in costruzione in via Caduti per Servizio, divenuta ricettacolo di cartacce, bottiglie di plastica, indumenti e scarti edilizi.
QUINTALI DI RIFIUTI Seicento famiglie vivono in quei palazzoni dai soffitti ammuffiti e gocciolanti dopo ogni pioggia, malgrado i tanti lavori di ristrutturazione avviati e mai completati a fondo. Chi si affaccia alle finestre non vede giardini fioriti, ma quintali di rifiuti e materiale edilizio di scarto intrappolati nella selva di cantieri aperti per consentire i lavori nella nascente piazza accerchiata dagli edifici malmessi, stoppati dall'emergenza coronavirus sei mesi fa e mai portati a termine. Tra microcriminalità, spaccio, degrado, prostituzione, minacce e atti intimidatori, Fontanelle non ha requie.
SPUNTONI VICINO AI GIOCHI Nei giorni scorsi, la visita a sorpresa nel quartiere del sindaco Carlo Masci, ha smosso leggermente le acque: i lavori di sistemazione del parco della Serenità affogato nell'incuria, sono appena iniziati con la messa in posa del muretto di cinta e la rimozione degli spuntoni di ferro che giorni fa erano adagiati accanto ai giochi per bambini.
La gente perbene di Fontanelle sfida la paura ogni giorno. Ma ogni tanto i cittadini, temprati ma sfibrati, rialzano il capo e denunciano. Alle forze dell'ordine chiedono il potenziamento dei controlli, al Comune la riapertura dei cantieri e il completamento degli interventi di riqualificazione delle infrastrutture sul territorio, dalle case ai giardini. E soprattutto, pulizia.
LO “SBIRRO” L'ultima segnalazione arriva da Mario Berardinucci, 70 anni, carabiniere e impiegato degli uffici pubblici regionali in pensione, lo "sbirro", per il quartiere. «Fontanelle è ormai fuori controllo, un Bronx degradato di cui, di tanto in tanto, ci si dimentica», attacca il residente mentre perlustra le viuzze del borgo, al confine con Sambuceto, e indica tutti i mali della periferia. Comincia con quelli che ritiene "minori". Dietro alla palestra "Marco Giuliante" un campetto di calcio mai entrato in funzione, scompare tra le erbacce. Più in là, lungo la via Caduti per Servizio dove le automobili procedono lente per non rischiare gli ammortizzatori sulle bolle di asfalto sulla strada ristretta dal cantiere di una pista ciclabile, l'aiuola spartitraffico è transennata.
PARCO PREDA DI BALORDI La plastica rossa si avvita intorno al palo 1375 dell'Enel, proprio davanti all'ingresso del complesso sportivo, e, come un grembo materno, nasconde dentro di sè blocchi di cemento, mascherine chirurgiche usate, buste di plastica, grovigli di tubi di gomma incastrati tra le radici in superficie degli alberi. Sulla stessa traiettoria, nascosto tra le case dai solai ammuffiti e grondanti acqua piovana (civico 35, ma anche 33 e 37 dove si trovano anche i nuovi appartamenti per disabili vuoti, mai assegnati e abbandonati), il parco della Serenità è tutt'altro che un'oasi di pace.
«Il parco dopo l'una di notte diventa il regno delle prostitute, mentre anche di giorno è preso d'assalto da spacciatori, ubriaconi e balordi», si scalda Berardinucci.
Gli ingressi di alcune case, come il civico 37, sono immersi nei rovi disseminati di cartoni e immondizia. Ma mai paragonabile ai quintali di rifiuti che riempiono ogni buco della piazzetta nel retro, nascosta tra i palazzoni. Quella dove i ragazzini del borgo scorrazzano con i monopattini, giocano e chiacchierano tra loro. Nelle nuove isole ecologiche incomplete, che si trovano proprio dirimpetto alle file di cassonetti stracolmi, si alzano montagnole di calcinacci ricoperti da transenne divelte, moltissime bottiglie di plastica disseminate ovunque, palloni sventrati, sgabelli spaccati.
LE MINACCE E I RATTI «Questi rifiuti sono opera di incivili e maleducati», sbotta Berardinucci che rivela «di aver ricevuto molte minacce a causa delle mie denunce. Ma come si fa a stare zitti con questo schifo?».
All'angolo della piazzetta colorata, una montagna di residui di pini tagliati e rinsecchiti: «Stanno lì da mesi». Al posto dei parcheggi «collinette di cemento abbandonato». E l'illuminazione? «I lampioni funzionano la notte, ma sono a Led e fanno poca luce». Il tour nel degrado di Fontanelle è finito. Anzi, no: «Venga, le mostro i buchi da dove i ratti escono e ci entrano in casa», conclude Berardinucci.
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