Fuori casa con guanti e mascherine in attesa dell’arrivo del vaccino

22 Aprile 2020

Dal 4 maggio riprendono molte attività produttive e commerciali, ma per bar e ristoranti si dovrà attendere il 18  Si prevedono l’apertura dei negozi fino a tarda sera per diluire le clientela e lavoro negli uffici nel week end 

PESCARA. Ci stiamo avvicinando. Con i piedi di piombo per non pregiudicare quanto faticosamente ottenuto finora. Ma gradualmente iniziamo a riabituarci all’idea di un ritorno alla “vita normale” dopo settimane di isolamento forzato. Anche se questa normalità, a dire il vero, è ancora tutta da inventare. Un percorso ad ostacoli, tra imposizioni, precauzioni, accortezze e modifiche sostanziali allo stile di vita e di lavoro.
La data che tutti abbiamo in mente è quel 4 maggio che ha assunto praticamente lo status di un miraggio: quella “Fase 2” prevista dal governo per riaprire lentamente il Paese dopo il lockdown causa coronavirus. Un piano da studiare con gli esperti, che dovrà tenere conto in primis del rischio di una risalita della curva dei contagi. Poi, anche della peculiarità e delle esigenze diverse dei territori.
Se molte attività riusciranno a riavviare il motore già a partire dal 4 maggio (salvo eventuali cambiamenti dell’ ultima ora), altre attività commerciali a più alto rischio contagio come bar e ristoranti dovranno attendere almeno fino al 18 maggio.
Comunque, in breve, le direttive si basano, per quanto riguarda il comportamento dei cittadini, soprattutto su alcuni imprescindibili punti fermi. Innanzitutto, il rispetto costante del distanziamento sociale da tenersi in tutti i luoghi, soprattutto sul posto di lavoro. Poi l'utilizzo delle mascherine, dei guanti monouso e una costante attenzione all’igiene, che deve durare fino a quando non si sarà trovato il vaccino.
Per le aziende, in particolare, le regole saranno severissime. Si va dalla scelta, dove possibile, delle modalità di lavoro agile, alla riorganizzazione delle aree di lavoro con il distanziamento tra le postazioni, fino alla sanificazione periodica dei locali. Si sta pensando anche di rimodulare gli orari di entrata e uscita dal lavoro, prevedendo finestre più ampie negli orari di entrata e di uscita, per evitare che tutti escano e rientrino negli stessi orari. C’è la possibilità che si possa lavorare, con un differenziamento dei turni, anche il sabato e la domenica, mentre per i negozi sicuramente si deciderà di prevedere un’apertura fino a tarda sera, per cercare di diluire l’affluenza dei clienti.
Anche il trasporto pubblico va totalmente ripensato, per evitare assembramenti alle fermate nelle ore di punta e affollamenti sui mezzi.
Il più grosso cambiamento, comunque, si avrà nelle relazioni sociali. Non si potranno, sicuramente ancora per lungo tempo, organizzare incontri di più di due persone, ed è proprio lontanissima sull’orizzonte l’idea di poter partecipare ad eventi collettivi come mostre e concerti. E non si escludono, nel libera tutti, a differenziazioni per fascia d’età, con più attenzione riservata alle fasce più deboli. Dal 4 maggio, comunque, si dovrebbero riaprire i parchi e i giardini cittadini. Salvo, ancora, gli stop dei governatori e dei sindaci.
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