G7, la cena di gala in municipio Caccia ai posti, ma c’è chi dice no

La sala del consiglio comunale sarà trasformata in un ristorante stellato, presidiato dalle forze dell’ordine Ristretto il numero degli invitati: tanti politici restano fuori. E l’opposizione rinuncia alla festa lussuosa
PESCARA. La cena di gala per il G7 dei ministri degli Esteri sarà servita nella serata di mercoledì 23 ottobre, con inizio alle ore 20; si raccomanda massima puntualità, nessun consiglio sull’abbigliamento ma l’eleganza è un obbligo. La sala del consiglio comunale, al primo piano del municipio, diventerà un ristorante stellato e blindato con i tavoli rotondi e le tovaglie brillanti e un servizio d’ordine che sarà impossibile non notare.
Una cena sontuosa, con il menù ancora riservato, per un ristretto numero di invitati: ci saranno di certo il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il sindaco Carlo Masci, il vice sindaco Maria Rita Carota, il presidente del consiglio comunale Gianni Santilli, tutti gli assessori e i capigruppo consiliari, sia di maggioranza che di opposizione; posto d’onore per il ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’ideatore del G7 Sviluppo a Pescara, e per i parlamentari. Ma nella minoranza comunale c’è già chi si smarca e annuncia che non ci sarà: hanno detto “no grazie” Simona Barba di Alleanza Verdi e Sinistra-Radici in Comune, protagonista del Coordinamento No G7 e in prima linea nell’organizzazione del controvertice con manifestazioni in strada e convegni, il civico Domenico Pettinari e Paolo Sola del M5S, presidente della commissione Controllo che ha convocato una seduta proprio sui costi del G7 e sulle modalità di affidamento degli appalti. Pare che sia arrivata conferma, invece, da Carlo Costantini e Donato Di Matteo; prende tempo il Pd ma, alla fine, anche Piero Giampietro potrebbe rifiutare l’invito per una manifestazione che ha il timbro del governo Meloni. Il protocollo non ammette fuori programma: tutti gli ospiti devono essere schedati e saranno ammessi alla sala soltanto dopo un controllo.
Chi sarà lo chef della cena con i ministri degli Esteri di Usa, Canada, Regno Unito, Francia, Germania, Giappone e Italia e con i rappresentanti delle 30 delegazioni dei Paesi in via di sviluppo invitate a Pescara è una notizia ancora coperta dal riserbo. Quel che è certo è che, per una serata, palazzo di città sarà presidiato da uno schieramento di forze dell’ordine, dislocate anche intorno al perimetro di piazza Italia. Secondo le prime direttive del piano di sicurezza, ci sarà soltanto un’entrata aperta e gli ospiti, una volta identificati, dovranno transitare su un percorso obbligato: dopo aver varcato la soglia di ingresso, si percorrerà la scalinata, svolta a destra e poi subito a sinistra per entrare nella sala del consiglio comunale.
Il salone sarà allestito a festa; potrebbe esserci un intermezzo musicale non è ancora sicuro: finora, il Comune non ha ancora affidato l’incarico a una ditta. Ma quanto costerà la cena di gala? È questa la domanda che, a bassa voce, circola tra i partiti di minoranza. Il primo a rendere pubblico questo interrogativo è Pettinari che, contestando gli affidamenti diretti degli appalti legati al G7, dice: «Tra le tante spese, la mia curiosità politico-istituzionale si orienta anche e soprattutto verso l’organizzazione della cena di gala che si dovrebbe svolgere il 23 ottobre nella sala del consiglio comunale alla quale potranno partecipare anche alcuni politici regionali e comunali. Ecco», si chiede Pettinari, «vorrei sapere chi parteciperà alla cena di gala dei nostri colleghi presenti in consiglio comunale, quanto ci costerà la cena di gala, quanto costerà a persona e, soprattutto, quale sarà la ditta incaricata a fornire il servizio “cena di gala” e con quali modalità sia stata individuata».
Finora, il conto del G7 pescarese è di almeno 600mila euro, dalle luci artistiche sui palazzi storici fino agli arredi in corso Umberto e piazza Sacro Cuore, i lavori per abbellire il municipio, la comunicazione, verde nelle «zone di pregio» e pulizie. Nell’ultima finanziaria, la Regione ha stanziato 150mila euro «al fine di compartecipare alle spese sostenute». Quindi, finora, a pagare il conto sarà il Comune anche se l’assessore alle Finanze Eugenio Seccia di Forza Italia, stesso partito di Tajani, ha fatto sapere che «c’è un’interlocuzione politica in corso, a livello apicale, per ottenere altri ristori».

