Gentiloni: «Conti in ordine senza mettere nuove tasse»
Dal Consiglio dei ministri sì a manovra richiesta dall’Ue e Documento economico Rivista al rialzo la crescita del Pil: 1,1%. Pubblico impiego: previsti 2,8 miliardi
ROMA. Via libera alla manovra e al rialzo delle stime sul Pil. Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di economia e finanza (Def), insieme al Programma nazionale delle riforme e alla manovrina da 3,4 miliardi per correggere i conti, in accordo con la richiesta Ue.
Contestualmente, il governo ha rivisto leggermente al rialzo la crescita dell’anno in corso. La nuova stima del Pil è pari a 1,1% contro l’1,0% stimato finora. «C’è un messaggio di forte rassicurazione: abbiamo i conti in ordine senza aumentare le tasse ma accompagnando il risanamento con misure di sviluppo e promozione della crescita, quindi il lavoro fatto in questi anni dal governo continua e continua con il binomio riforme-crescita» dice il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che non rinuncia ad una buona dose di ottimismo: «Il Def registra l’andamento di una crescita che si sviluppa dallo 0,9% del 2016 all’1,1% del 2017. Questa progressione ci dice la necessità di seguire la strada intrapresa. Le nostre sono previsioni prudenti, in particolare per il 2018» ha aggiunto Gentiloni. E ancora: «C’è una curva di riduzione del deficit dal 3% del 2014 al 2,1% che presumibilmente ci sarà quest’anno».
Oltre al Def, il governo ha approvato un decreto con 4 capitoli: la correzione dei conti dello 0,2%, le misure a favore degli enti locali, misure per il terremoto (1 miliardo e via libera alle zone “franche” urbane nei comuni colpiti) ed altre misure per la crescita. «Contestualmente abbiamo condiviso un piano di investimenti al 2032 di 47,5 miliardi» ha detto Gentiloni, sottolineando che l’insieme di queste misure «è la migliore risposta a chi volesse presentare questa operazione come depressiva. È una operazione che prosegue il percorso di risanamento e di rilancio».
Il Tesoro getta poi acqua sul fuoco per il 2018 e il 2019 con una revisione a ribasso per la crescita del Pil. «Nel 2018 la crescita scenderà dall’1,3% all’1% e nel 2019 dall’1,2% all’1%. Ci sarà un’impennata verso l’alto della crescita nel 2020» ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, per il quale nel 2018-19 il Pil crescerà dell’1% a causa di «una politica fiscale particolarmente stringente». Quanto ai tagli di spesa, Padoan fa sapere che le misure saranno rese note «nei prossimi giorni». Nel dettaglio, il Def prevede altri 2,8 miliardi da stanziare per il pubblico impiego, settore statale e non statale, per arrivare ad un aumento contrattuale medio di 85 euro con i rinnovi 2016-2018. I sindacati ricordano che sono 8 anni che i lavoratori sono senza contratto e scendono in trincea. «Senza risorse, siamo pronti allo sciopero generale» avverte la Cgil. I conti pubblici sono sotto controllo? «Il rapporto debito-Pil si stabilizza attorno al valore dell’anno scorso. Questo è un risultato estremamente importante in un Paese in cui il debito è andato crescendo. È un risultato ottenuto anche in assenza di inflazione» spiega Padoan.©RIPRODUZIONE RISERVATA

