Giacomo, disabile grave senza cure per i denti

Il ragazzo non riesce più a mangiare. Il caso denunciato da Carrozzine determinate Ferrante: «Tante persone con le stesse difficoltà, serve un centro specializzato»
PESCARA. Un dente rotto e due carie da curare possono trasformarsi in un’odissea per un paziente non collaborante. È quello che sta accadendo a Giacomo, un ragazzo pescarese affetto da gravissime patologie. Risale a qualche giorno fa la denuncia della madre Sabrina Insolia, supportata dall’associazione Carrozzine determinate presieduta da Claudio Ferrante. «Giacomo è quello che viene definito un paziente non collaborante, è difficile persino fare una diagnosi quando urla di dolore», spiega la madre. «Abbiamo verificato con una visita che ha un dente completamente rotto e due carie che lo portano ad avere un dolore ingestibile. Urla, piange e si dimena giorno e notte. Non riesce a mangiare ed è difficilissimo persino somministrargli un analgesico».
Per sottoporre Giacomo all’intervento, è necessaria un’anestesia totale in sala operatoria. Ed è qui che iniziano i problemi della famiglia. «Per casi simili, l’ospedale di Pescara non effettua il servizio di sala operatoria. La famiglia si rivolge, allora, all’ospedale di Lanciano, dov’è stata fatta una visita di urgenza. Ci sono, però, sette mesi di attesa», racconta Claudio Ferrante. «Decidono di rivolgersi a L’Aquila e Teramo, ma è necessario sottoporre il ragazzo a un’ulteriore visita per poi essere inserito in lista d’attesa. Liste lunghissime, perché non esiste un protocollo d’urgenza per pazienti non collaboranti, più volte richiesto da Carrozzine determinate. Nonostante la situazione, a oggi quella di Giacomo non viene considerata un’urgenza». Uno spiraglio, per la famiglia, si era aperto con una prenotazione all’ospedale di Popoli per un intervento a maggio, dopo una visita all’ospedale di Pescara. «Ci stavamo organizzando per far eseguire tutti i prelievi necessari per sottoporre Giacomo all’anestesia, anche questi difficilissimi da eseguire su nostro figlio», aggiunge Sabrina Insolia. «Abbiamo chiesto indicazioni all’ospedale di Popoli e siamo venuti a scoprire che il servizio era stato sospeso. Nessuno ci aveva avvertiti. Mi sembra una cosa assurda che un ospedale come quello di Pescara non garantisca un servizio odontoiatrico per questi pazienti, che dovrebbero essere curati dove risiedono».
Claudio Ferrante riferisce che «sono moltissime le persone che, come la famiglia di Giacomo, si sentono abbandonate dalle istituzioni, prive di qualsiasi sostegno, costrette a gestire da sole situazioni difficilissime. Un mal di denti, banalmente risolvibile per qualsiasi ragazzo, diventa un dramma per un paziente non collaborante. Molti sono stati i proclami per creare un centro per la cura dei denti dei disabili gravi e privi di collaborazione, ma nella pratica la situazione è in realtà drammatica».
L’associazione chiede un incontro urgente con il governatore della Regione Marco Marsilio e con l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì «affinché intervengano immediatamente per dare una risposta concreta alla soluzione del problema a Giacomo e di tutte le famiglie che si trovano nella stessa situazione. I tempi di attesa per i centri esistenti sono inaccettabili, sono troppo pochi e con poco personale specializzato per intervenire quotidianamente. È necessaria una struttura di riferimento per le patologie odontoiatriche nelle disabilità gravi, così come è necessario il più volte richiesto protocollo di accesso alle strutture ospedaliere per le persone fragili, accessi diversificati e prassi specifiche per accertamenti diagnostici e visite mediche”. Rosa Anna Buonomo

