Giocare a Pokemon nelle sale studio dell'ateneo di Chieti-Pescara

18 Aprile 2015

Ecco un nuovo "esperimento sociale" nell'era dei Pranks sul web

PESCARA. Prima a spasso per Pescara con la testa di un cavallo, poi in giro per biblioteche e sale studio della D’Annunzio tra Chieti e il capoluogo adriatico “armato” di un videogioco vecchio stile con tanto di musica dei Pokemon. E tutto questo, Alessandro Troiani, montesilvanese doc, lo fa per sondare le reazioni di quelli che lui chiama “esperimenti sociali”.

E' la pagina Tuttosuyoutube.it a inquadrare il fenomeno prank. Scherzo, burla: un genere che dopo aver conquistato per anni la televisione adesso si presenta come il re del web con siti, canali dedicati e milioni di visualizzazioni. Le persone amano ridere con gli scherzi, anche quelli più pericolosi o irriverenti: se la vittima non siamo noi, accettiamo qualsiasi provocazione. Anche un maestro del cinema italiano come Nanni Loy, tanti anni fa si divertiva a sondare le reazioni degli italiani con la trasmissione “Specchio segreto”, portando alla luce atteggiamenti, cliché e tabù che caratterizzavano l’Italia della sua epoca. Perché infatti, oltre lo scherzo, c’è sempre l’uomo con le sue convinzioni, paure e debolezze che riflettono il modo di vivere l’umorismo e l’inaspettato della nostra società. E questo fa Alessandro  Responsabile della pagina Prankest Italia.