Giornata delle Oasi: scopriamo i nostri tesori ambientali

20 Maggio 2018

Laboratori didattici e aule all’aperto per promuovere   la ricerca scientifica e la riqualificazione ambientale 

Una “giornata” per le Oasi. Appuntamento fisso nel calendario del Wwf in Italia e in Abruzzo, nato per celebrare la natura e per condividerla con tutti i cittadini, attesi oggi gratuitamente nelle cinque strutture aperte che offrono iniziative davvero per ogni gusto. Un appuntamento ormai ultradecennale nato praticamente insieme all’associazione del Panda. Il Wwf in Abruzzo è nato nei primi anni ’70 del secolo scorso, da attivisti che hanno cominciato a lavorare insieme.
La vocazione per la tutela e la promozione della natura è nel Dna di tutti coloro, e sono tanti, che si avvicinano all’associazione. Creare oasi, baluardi di resistenza contro il degrado ambientale, rappresenta un esito pressoché inevitabile. Il vocabolario Treccani on line offre, per il sostantivo femminile “oasi” tra i significati figurati, una definizione particolarmente calzante: luogo, ambiente, condizione, momento e sim. che offrono caratteristiche assai più gradevoli di quelle del contesto in cui si trovano o si verificano. Le Oasi del Wwf in Abruzzo, così come nel resto d’Italia, sono fiori all’occhiello in una realtà che paga a tratti il peso di una antropizzazione sfuggita, per ragioni storiche oltre che politiche, a una saggia programmazione. L’Abruzzo, è vero, vanta una percentuale di territorio protetto tale da metterlo al primo posto in Italia: si sfiora il 36% e si andrà oltre se il nuovo governo darà finalmente il via libera al Parco Nazionale della Costa Teatina, atteso ormai da quasi vent’anni. Le Oasi tuttavia sono qualcosa di più e di diverso: accanto alla tutela, che resta il compito più importante, hanno creato nuovi sistemi di fruizione capaci di fare scuola in Italia e nel mondo, si sono trasformate in laboratori didattici e aule all’aperto, hanno promosso e promuovono l’educazione ambientale, la ricerca scientifica e la riqualificazione ambientale.
Nelle Oasi sono nate le prime esperienze di turismo verde con i campi per ragazzi e con mille iniziative per ogni fascia di età. Nei territori gestiti del Wwf la natura non è mummificata e la tutela non si esprime soltanto con i divieti, che pure ci sono là dove appaiono necessari. È invece viva, intorno a noi, e ci ricorda in ogni momento che ne facciamo parte, che siamo totalmente inseriti in un mondo che, per fortuna, non è costituito solo da manufatti umani.
Agricoltura di qualità, turismo verde, tutela attiva dell’ambiente che ci circonda: questo è, in estrema sintesi, quello che ci offrono le Oasi in un “pacchetto” che oggi ogni area protetta propone. Una formula vincente, “inventata” e poi consolidata negli anni.
Ma non solo. Il motivo per il quale, in ogni angolo del mondo, sulla terra e in mare, si creano fette di territorio protetto è quello di tutelare la biodiversità. Un obiettivo fondamentale per garantire un futuro migliore al mondo e all’umanità: è ormai ampiamente dimostrato che la perdita di biodiversità contribuisce all’insicurezza alimentare ed energetica, diminuisce il livello della salute all’interno della società, aumenta la vulnerabilità ai disastri naturali, riduce la disponibilità e la qualità delle risorse idriche e impoverisce le tradizioni culturali. Ciascuna specie – ce lo spiega chiaramente l’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, braccio operativo del Ministero dell’Ambiente – poco importa se piccola o grande, riveste e svolge un ruolo specifico nell’ecosistema in cui vive e proprio in virtù del suo ruolo aiuta l’ecosistema a mantenere i suoi equilibri vitali. Se non ci fossero già, le Oasi Wwf bisognerebbe proprio inventarle.
*(ex giornalista
e delegato Wwf Abruzzo)
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