Gli alberghi provano a ripartire: «Ma i turisti hanno ancora paura»

16 Giugno 2020

In città ci sono 21 strutture e 4.500 posti disponibili, si punta a chiudere l’anno con i bilanci in pareggio Tocco (Federalberghi): «Speriamo di continuare a essere una meta apprezzata per chi viene dal nord»

MONTESILVANO. Soggiorni brevi e last minute, prediligendo un turismo di prossimità. Potrebbe essere questo lo scenario dell’estate 2020. Gli albergatori di Montesilvano si stanno organizzando in vista delle riaperture, previste per la gran parte tra fine giugno e inizio luglio. Le strutture stanno seguendo con scrupolo i protocolli anti-Covid, per garantire agli ospiti una vacanza all’insegna della sicurezza, ma la preoccupazione che la stagione possa essere deludente resta forte.
«Si partirà molto in sordina. Programmare una riapertura con tante incognite è davvero un’impresa ardua», dichiara Adriano Tocco, vice presidente di Federalberghi Pescara e direttore del Grand Hotel Adriatico di Montesilvano. «Il turismo è un settore drammaticamente colpito dalla pandemia. Sicuramente, quello che ci aspetta sarà un nuovo tipo di lavoro. Gli spazi sono stati rimodulati, l’animazione potrà essere fatta solo a piccoli gruppi, l’attività rivolta ai bambini sarà all’aperto, gli accessi in piscina saranno ridotti, ci sarà un’attenta attività di formazione del personale. L’offerta di intrattenimento va ricalibrata, tenendo conto del distanziamento sociale».
Ad arrivare sono prevalentemente richieste di informazioni, nella gran parte dei casi per il mese di agosto. «Chi ci contatta vuole essere rassicurato sulla sicurezza, si ha ancora paura. Non bisogna, poi, sottovalutare le difficoltà economiche», aggiunge. «Sicuramente la vacanza sarà molto più breve, tanti preferiranno la formula week-end, e si prediligeranno le regioni vicine. Una fetta importante della nostra clientela arrivava dal nord Italia e dall’estero. L’estero è praticamente fermo, ma speriamo che l’Abruzzo possa continuare a essere una meta apprezzata dai turisti del nord».
Sono 21 le strutture alberghiere di Montesilvano, con oltre 4.500 posti letto complessivi a disposizione. «Qualcuno riaprirà in parte, solo con la formula residence. Si rischia di avere una stagione molto deludente. Fortunatamente, il trend dei contagi è in diminuzione. Ci auguriamo che con queste riaperture dei confini regionali la situazione migliori. Magari già dalla metà del mese si potrà riaccendere la voglia di mare, sempre mettendo al primo posto la sicurezza e il rispetto delle regole», aggiunge. «Arrivare al 50% dei posti occupati sarebbe raggiungere l’obiettivo pieno, ma questo numero, attualmente, è lontano. Le richieste per luglio sono basse, ci sono state tante disdette; qualche piccolo spiraglio si sta aprendo per la seconda metà del mese, ma ci attestiamo su una percentuale di prenotazioni di circa il 20%. Speriamo che il mese di giugno, perso, possa essere compensato con la vacanza di settembre». Molte richieste di informazioni riguardano il bonus vacanze. «Non è ancora molto chiara la procedura per ottenerlo, si dovrebbe sapere qualcosa di più intorno al 15 giugno», sottolinea. «Purtroppo questo aiuto rischia di arrivare tardi e siamo in una fase in cui c’è bisogno di liquidità, di cui le strutture non dispongono a causa dei mesi di chiusura. Bisogna snellire la burocrazia». Un’incognita resta il turismo congressuale, che rappresenta un volano importante per la città. «Nella fase emergenziale tutti i congressi sono stati annullati, come pure quelli autunnali. Restiamo in attesa di avere chiarimenti in merito, perché non c’è ancora un protocollo. Arrivare in pareggio a fine anno sarebbe il massimo risultato. Stiamo facendo tutti i conti con un mix di sensazioni: attesa, ottimismo e paura».