Gli angeli del fuoco dedicano la caserma all’eroe Berardinucci

Cerimonia in onore del vigile morto dopo l’esplosione I colleghi: esempio di generosità e di dedizione al lavoro
PESCARA. «Custodire la sicurezza dei cittadini è un orgoglio che onoreremo anche quando l’imponderabilità del destino tornerà a colpirci. Siamo gli angeli del fuoco ed è per questo che oggi intitoliamo la caserma a Maurizio Berardinucci». Da ieri la caserma dei vigili del fuoco in viale Pindaro si chiama caserma Maurizio Berardinucci, l’omaggio dei pompieri al vigile del fuoco «eroe», «generoso», «morto facendo il suo dovere» che ha perso la vita un anno fa dopo la gravi ferite riportate nell’esplosione del 25 luglio scorso nella fabbrica di fuochi d’artificio a Villa Cipressi di Città Sant’Angelo. Quando la targa è stata scoperta accompagnata dalle parole del comandante dei vigili del fuoco Pietro Di Risio le circa 300 persone raccolte in viale Pindaro hanno applaudito insieme alle tante istituzioni presenti e ai bambini dell’istituto Marino Di Resta. E’ stato questo l’abbraccio dei colleghi alla vedova del vigile eroe Patrizia Colatriani che ha ricevuto la medaglia d’oro al valore civile in memoria del marito, morto a 47 anni e papà di tre figli.
L’hanno chiamata “Gli Angeli del fuoco” la due giorni di festa e di cordoglio per ricordare Berardinucci, una manifestazione organizzata dall’Assoarma e dall’associazione nazionale vigili del fuoco iniziata con la messa officiata dall’arcivescovo Tommaso Valentinetti e culminata con l’intitolazione della comando provinciale a Berardinucci. «Il nome di Maurizio resterà impresso per sempre in questo edificio e soprattutto resterà per sempre il suo ricordo», ha detto il capo del corpo nazionale dei vigili del fuoco Gioacchino Giomi che è intervenuto alla cerimonia insieme al comandante regionale Giorgio Alocci, al sottosegretario all’interno Giampiero Bocci, al vicesindaco di Pescara Enzo Del Vecchio e a tante autorità civili e militari. Durante la cerimonia un vigile del fuoco ha accusato un malore: nulla di grave perché il pompiere è stato subito soccorso e si è ripreso nel giro di pochi minuti. I quattro componenti della squadra di Berardinucci hanno, quindi, ricevuto le medaglie d’oro al valore civile mentre altri tre pompieri hanno ricevuto il diploma di benemerenza con medaglia.
Prima della cerimonia in viale Pindaro, si è tenuta la messa nella cattedrale di San Cetteo alla quale hanno preso parte anche alcuni membri della famiglia Di Giacomo che, nella tragica esplosione, hanno perso quattro componenti della famiglia. Poi, un lungo corteo si è mosso dalla chiesa fino alla caserma dove le autorità hanno ricordato «la generosità che caratterizza il mestiere del vigile del fuoco». «Quella di oggi è una giornata di dolore e di ricordo, ma anche di ringraziamento a chi ha perso la vita facendo il suo lavoro e per il Paese», ha detto il sottosegretario all’interno Bocci. «Maurizio rappresenta il coraggio e l’amore che tutti i vigili del fuoco mettono nel proprio lavoro», ha detto ancora. Prima della nuova targa con impresso “Caserma Maurizio Berardinucci” è stato scoperto anche un monumento realizzato dal vigile coordinatore Arcangelo Carbone: un vigile del fuoco che entra in una casa danneggiata dal terremoto. «Ma il suo volto è sorridente», ha illustrato il comandante Di Risio, «perché i pompieri devono confortare», ha concluso. La scultura è stata posizionata nel piazzale antistante il comando mentre alla fine della cerimonia i pompieri hanno dato prova della loro abilità con un saggio professionale.
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