Gli esperti abruzzesi: «Al mare togliamola ma rimaniamo cauti»

Il virologo Fazii: il distanziamento serve, ci sono le varianti Parruti: una questione di solidarietà verso i non vaccinati
Anche gli esperti abruzzesi dicono sì allo stop per le mascherine all’aperto. Ma solamente quando non si è in presenza di assembramenti e continuando ad usare la massima cautela per tutelare se stessi e gli altri.
OSSERVARE LE NORME. La rinuncia della mascherina all’aperto, per Alberto Albani, referente regionale per le emergenze, va associata a una serie di norme da osservare per contrastare il virus. «C’è questa tendenza da parte di tutta l’Europa a togliere la mascherina all’aperto», chiarisce Albani, «si può fare, ma bisogna evitare gli assembramenti. Le mascherine possono essere tolte se una persona passeggia in riva al mare, in montagna o in una strada di città, ovviamente da solo. Insomma se c’è il cosiddetto distanziamento sociale. Ma se c’è una concentrazione di persone bisogna tenerla, così come nei locali chiusi. Dunque, se ci sono condizioni che lo permettono si toglie, ma se si sta in fila per entrare in un negozio, in tanti, conviene metterla. Fondamentale usare sempre il buon senso».
ATTENZIONE ALLE VARIANTI. Sono le varianti a preoccupare gli esperti. Paolo Fazii, virologo e direttore del laboratorio Asl di Pescara, e membro del gruppo tecnico scientifico regionale (Gtsr) dell’Abruzzo, è certo che per continuare a proteggersi la mascherina in determinate situazioni va usata. «Penso che la mascherina all’aperto, con il caldo che riduce la circolazione del virus, possa anche non essere indossata», spiega Fazii, «ovviamente deve rimanere il distanziamento sociale, altrimenti va usata sempre. Il virus c’è, la variante Delta (indiana, ndc) prenderà il posto della variante Alfa (inglese, ndc), come verificatosi in Inghilterra. Dobbiamo quindi stare attenti se vogliamo togliere la mascherina. E soprattutto dobbiamo considerare che una sola dose di vaccino garantisce poco, con due dosi già si potrebbe essere più coperti».
ANCORA CASI SPORADICI. Il coronavirus ancora c’è e i nuovi casi, seppur sporadici nella regione Abruzzo, vengono registrati ogni giorno in tutta la regione. Per questo Franco Marinangeli, primario di Terapia intensiva dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, è certo che «ci può stare uno stop all’uso delle mascherine, anche perché grossa parte della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino, ma manterrei almeno delle regole di distanziamento, regole di igiene, così come è stato fatto in passato. Il fatto che il virus ci sia, giri e continui comunque a contagiare è fuori discussione. Quindi, da una parte toglierei le mascherine all’aperto, ma dall’altra manterrei comunque la mascherine in alcune situazioni in cui ci sono assembramenti, con le persone una attaccata all’altra».
«Andrà poi tolta definitivamente quando tutti saranno vaccinati e si sarà raggiunta l’immunità di gregge», conclude il professor Marinangeli, «per il momento sarei cauto, perché i casi sporadici di contagio purtroppo ci sono ancora».
COPERTURA VACCINALE. Bisognerà attendere agosto, secondo Giustino Parruti, direttore di Malattie infettive dell’ospedale di Pescara, per avere una copertura vaccinale adeguata.
Per questo la mascherina, in alcune situazione, va ancora utilizzata, perché da un lato impedisce al virus di circolare e dall’altro protegge chi ancora non ha ricevuto il vaccino.
«Sono sempre stato dell’idea che questo tipo di protezione da contatto è prossima a venir meno», precisa Parruti, «i dati degli ultimi giorni secondo me facevano presupporre che bisognava aspettare almeno il 15-20 di luglio per toglierla almeno all’aperto. Mi sembra invece di aver capito che lo stop si potrebbe anticipare di qualche settimana. È chiaro che se uno va al mare non c’è bisogno, già oggi, di indossare la mascherina. Ma se poi si sposta dalla spiaggia allo chalet per prendere una cosa da bere o da mangiare è bene che la indossi. Perché purtroppo per avere una copertura vaccinale adeguata bisognerà aspettare agosto e quindi per il momento indossare la mascherina è una questione di solidarietà nei confronti dei non vaccinati».

