Grandi eventi, la difesa di Cipolla: era tutto verificato dai dirigenti

Per l’imprenditore dello spettacolo l’accusa ha chiesto 5 anni di carcere, come per l’ex assessore Cuzzi E il suo avvocato ribadisce: i settori esaminavano con attenzione ogni pratica, mai evidenziate anomalie
PESCARA. «In questo processo ci sono tre elementi basilari: le norme che presidiano gli affidamenti dei concerti; le funzioni dei soggetti abilitati a gestire il procedimento; e poi eventuali profili penalistici che in questo percorso vengono in rilievo».
Inizia così la sua arringa davanti ai giudici del collegio, l’avvocato Marco Spagnuolo in difesa dell’imprenditore Andrea Cipolla, uno dei più gravati, insieme all’ex assessore Giacomo Cuzzi, dalla pubblica accusa rappresentata dal pm Luca Sciarretta (che aveva chiesto 5 anni e 4 mesi per Cuzzi e 5 anni per Cipolla al termine della sua requisitoria). Il processo “grandi eventi” sugli affidamenti diretti da parte del Comune di concerti e manifestazioni che coinvolge 8 imputati, oltre alle società come persone giuridiche, è ormai alle sue battute conclusive (la sentenza è attesa entro il prossimo luglio).
L’udienza di ieri si è aperta con delle dichiarazioni spontanee dell’imputato Cipolla: «Quando organizzi un concerto ti trovi a che fare con una miriade di problemi e con funzionari pubblici che ti chiedono sempre e sola una cosa: vogliamo la soluzione dei problemi che si presentano. Io avrei dovuto fornire solo l’artista, ma poi non è mai andata così».
L’avvocato Spagnuolo ha smontato i punti chiave dei capi di imputazione, partendo proprio dal problema della rotazione degli imprenditori e dal fatto che non erano Cuzzi o Cipolla che avrebbero dovuto decidere, ma i dirigenti e gli istruttori delle delibere. «La valutazione di infungibilità la fa l’istruttore e lo dice la stessa pubblica accusa nell’interrogatorio del dirigente Molisani. Cuzzi non poteva decidere da solo, come sostiene l’accusa, perché non aveva gli strumenti per poterlo fare. Erano i dirigenti che avallavano la regolarità dell’iter e della delibera».
E poi ancora sulla scelta degli artisti il legale è chiarissimo sul punto: «Abbiamo portato a testimoniare gli agenti più quotati d’Italia che sono stati assolutamente credibili sul ruolo e le funzioni del promoter che aveva le esclusive di determinati artisti concesse proprio dagli agenti».
Passo dopo passo il difensore di Cipolla ha ripercorso ogni affermazione riportata dall’accusa nel capo di imputazione per arrivare a sostenere l’assoluta mancanza di qualsiasi prova a carico di Cipolla e quindi di Cuzzi, che sarebbe stato il suo interlocutore privilegiato. E anzi ha citato anche una nota del settore comunale in questione che si lamentava della velocità con cui Cuzzi chiedeva il compimento delle pratiche: «Questo settore si riserverà», era scritto nella nota, «di esaminare con attenzione ogni pratica...». E quindi, secondo la difesa, dall’8 giugno 2018 c’è stato un controllo spietato su ogni pratica, «senza che sia mai stata evidenziata una qualsiasi anomalia», dice l’avvocato. E poi, circa quella presunta tangente da 5mila euro che Cipolla avrebbe consegnato a Cuzzi nel portone di casa dell'imprenditore, Spagnuolo ha detto: «Con una dinamica di indagine così articolata, seguita dagli investigatori in diretta, sino a vedere il percettore delle somme, lascia perplessi che nessuno sia intervenuto. Dovevano impedire o no la commissione del crimine, ammesso che fosse stato commesso? Eppure, nessuno interviene per non pregiudicare le indagini. Su queste apparenti sintomatologie Cipolla ha subito una misura cautelare, senza che ci sia mai stata una sola telefonata o interlocuzione con Cuzzi. Non si può costruire una ipotesi corruttiva in assenza di patologiche interlocuzioni». E quindi, per il difensore, Cipolla va assolto con formula piena. Stessa conclusione per l’avvocato Augusto La Morgia che ha sostenuto la mancanza di prove per contestare le responsabilità delle società di Cipolla. Hanno discusso anche l’avvocato Pierpaolo Andreoni, per l’imputato Alessandro Michetti, e gli avvocati Gianluca Pizzuti e Amedeo Ciuffetelli per Simona Di Carlo. Il prossimo primo luglio sarà la volta dei difensori di Cuzzi (Massimo Galasso e Gianfranco Iadecola).

