Green pass sul luogo di lavoro, chiariti tutti i dubbi principali

Dai cantieri ai fornitori dei grandi magazzini: le risposte sull’obbligo dal 15 ottobre
Dall’obbligo di Green pass nei cantieri alla possibilità di partecipare ai seminari di formazione, in azienda, solo con il certificato verde. Sono stati chiariti anche gli ultimi dubbi sul Green pass, che verrà introdotto nei luoghi di lavoro dal 15 ottobre. Mentre si avvicina la data fatidica, arrivano anche le precisazioni sui singoli settori professionali. Ma anche sulla tutela della privacy durante il processo di verifica del pass in azienda. Abbiamo selezionato 13 domande per fare chiarezza.
1) PER I LAVORATORI DELLE IMPRESE EDILI, IL GREEN PASS È OBBLIGATORIO?
La norma del Green pass a lavoro non fa distinzioni tra luoghi al chiuso e all’aperto: quindi anche per chi lavora in un cantiere sarà obbligatorio avere il Green pass.
2) E PER CHI DEVE ACCEDERE AI LUOGHI DI LAVORO COME
FORNITORE?
Vale lo stesso discorso: per entrare in uno spazio per il deposito di materiali, anche se al di fuori del perimetro produttivo dell’azienda, serve il Green pass. Questo riguarderà tutti i luoghi di lavoro. In sintesi, la volontà del governo è quella di dare una accezione estensiva alla nozione di luogo di lavoro.
3) ANCHE PER LE TRASFERTE DI LAVORO SERVE IL GREEN PASS?
In questo caso la palla è in mano al datore di lavoro. Spetta a lui organizzare i controlli e, dunque, disciplinare le modalità di svolgimento dei controlli anche per chi va in trasferta. Se il lavoratore non è in possesso di Green pass, dovrà comunicarlo preventivamente al suo datore di lavoro per consentirgli di organizzarsi. Per svolgere un lavoro in una sede differente, infatti, servirà comunque il certificato verde.
4) PER PARTECIPARE AI SEMINARI DI FORMAZIONE SERVE IL GREEN PASS?
Tutte le attività di formazione richiedono il Green pass, anche perché sono previste nel normale orario di lavoro. In ogni caso, il controllo spetta al titolare della struttura presso la quale si svolge il corso (con comunicazione dal datore di lavoro dell’eventuale carenza del Green pass). Stesso discorso per un seminario che si svolge in orario di lavoro (anche se non in azienda). Attenzione: se però la partecipazione al seminario non costituisce orario di lavoro, oppure la formazione è a distanza e il lavoratore partecipa da casa, non è richiesto il Green pass.
5) IL GREEN PASS È OBBLIGATORIO ANCHE PER PRESTAZIONI LAVORATIVE BREVI?
Sì. La norma non consente distinzioni, né riguardo alla durata della prestazione, né per quanto riguarda il fatto che il luogo è frequentato da persone senza Green pass. Quindi, qualsiasi lavoratore si dovessere recare in luoghi presso i quali eseguire la prestazione lavorativa, deve essere controllato tanto dal datore di lavoro titolare del rapporto di lavoro, quanto del datore di lavoro titolare del luogo nel quale viene svolta la prestazione, benché di breve durata.
Ad esempio, nel caso di un trasportatore che si reca in un supermercato per il deposito della merce, dove i clienti non sono obbligati ad avere il Green pass.
Ovviamente il fornitore deve possedere il Green pass, che deve essere stato controllato dal datore di lavoro titolare del rapporto di lavoro e dal titolare dell’esercizio dove viene fatta la consegna.
6) L’OBBLIGO DI GREEN PASS VALE ANCHE PER I LAVORATORI STRANIERI?
Sì, il decreto del governo non fa eccezioni, sotto questo punto di vista. E tutti i lavoratori dovranno avere il Green pass, tranne quelli esenti dalla vaccinazione.
7) SE DEVO ENTRARE IN AZIENDA PER ALTRI MOTIVI, DEVO MOSTRARE SEMPRE IL GREEN PASS?
Il possesso del Green pass è necessario solamente per lo svolgimento di attività lavorativa e non per altri motivi. Quindi, nel caso di accesso di personale per motivi diversi dal lavoro, non è richiesto il certificato verde.
8) IL CONTROLLO DEL GREEN PASS PUÒ ESSERE EFFETTUATO ANCHE A DISTANZA?
Il governo consiglia di delegare alla verifica del Green pass il personale della vigilanza, che è fisicamente presente in azienda.
9) CHIUNQUE PUÒ EFFETTUARE I CONTROLLI IN AZIENDA?
No. In azienda i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni degli obblighi devono essere nominati con un atto formale che definisce i limiti e le istruzioni relative al trattamento dei dati personali.
10) QUANDO MI CONTROLLANO IL GREEN PASS, IL VERIFICATORE PUÒ ACCCEDERE ANCHE AI MIEI DATI PERSONALI?
L’azienda e l’addetto alla verifica sanno solo se il certificato è valido. Il verificatore vedrà solo nome, cognome e data di nascita della persona a cui appartiene il Green pass, per verificare che corrisponda all’identità di chi mostra il documento. Non vedrà alcuna informazione sulla sua durata.
In questo modo non potrà sapere se il certificato è generato da un vaccino, una guarigione o un tampone, che hanno scadenze diverse. Inoltre i dati personali citati non vengono memorizzati sul dispositivo. Come suggerito nelle indicazioni del governo, nel caso in cui si abbia a disposizione solo il Green pass cartaceo, sarà opportuno piegare il foglio in modo da mostrare solo il codice e nascondere i dati personali che non si vogliono mostrare.
11) SI PUÒ INTEGRARE IL MECCANISMO SUI CONTROLLI DEL GREEN PASS CON UN REGISTRO PRESENZE?
No, non si può integrare o collegare il controllo al sistema di rilevazione delle presenze registrando un dato . Ma su questo punto ci sono anche altre considerazioni legate alla privacy. Il datore di lavoro non può registrare la scadenza del Green pass, operazione che consentirebbe di snellire le procedure.
12) POSSO INVIARE IL GREEN PASS ALL’AZIENDA PER ACCELERARE I CONTROLLI?
No, è importante che venga usata solo l’app ufficiale e non altre e non si può richiedere ai dipendenti di consegnare o inviare il proprio Green pass per accelerare i controlli.
13) CHI SVOLGE UN LAVORO LONTANO DALL’AZIENDA DEVE AVERE IL GREEN PASS?
Sì, l’obbligo vale in tutti i casi in cui si svolge la prestazione lavorativa in un luogo di lavoro diverso dall’azienda, per esempio se si va da un cliente.

