Hotel Rigopiano, la società riconsegna il rifugio Acerbo

2 Luglio 2019

FARINDOLA. Il rifugio Tito Acerbo, a Rigopiano, si prepara a un nuovo gestore. La società che ne aveva ottenuto l’affidamento provvisorio dal 2016 al 2020, la Gran Sasso Resort, la stessa società che...

FARINDOLA. Il rifugio Tito Acerbo, a Rigopiano, si prepara a un nuovo gestore. La società che ne aveva ottenuto l’affidamento provvisorio dal 2016 al 2020, la Gran Sasso Resort, la stessa società che gestiva l’hotel Rigopiano, distrutto dalla valanga che il 18 gennaio 2017 ha portato alla morte 29 persone tra dipendenti e ospiti del resort, ha manifestato la volontà di riconsegnare la struttura all’ente comunale. Il bando effettuato nel 2016 dal Comune di Farindola era stato seguito dal responsabile del procedimento, il geometra comunale Enrico Colangeli. In base al bando pubblicato l’11 aprile 2016, che puntava a rivitalizzare una seconda struttura ricettiva nel comprensorio turistico di Rigopiano, la gestione del Tito Acerbo sarebbe dovuta durare cinque stagioni, fino al 2020, con un canone annuo a base d’asta di 6000 euro più Iva. «L’affidamento contrattuale però non si è mai perfezionato», spiega il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta. «La società della Gran Sasso resort ha manifestato la volontà di riconsegnare la struttura e stiamo procedendo in tal senso ai fini di determinare un nuovo affidamento», chiarisce il primo cittadino di Farindola. Il rifugio Tito Acerbo, inaugurato e intitolato alla Medaglia d’oro al valor militare Tito Acerbo di Loreto Aprutino, eroe della “Brigata Sassari”, capitano caduto a Croce di Piave il 16 giugno del 1918, si trova a poche centinaia di metri da dove si trovava l’hotel Rigopiano, ma non è stato neppure sfiorato dalla valanga di morte del 2017. Costruito dalla Milizia forestale, e inaugurato il 15 luglio del 1933, il rifugio Acerbo è solo a un passo dal “cono”, la zona interessata dalla valanga che, secondo le ricostruzioni, si è staccata dall’apice del monte Siella, a un’altezza di circa duemila metri e dopo aver fatto una curva, ha cominciato a prendere velocità verso il canalone sottostante. Dall’imbocco del canalone, la neve ha travolto sempre più alberi e detriti. La massa ha sepolto la strada che si biforca da una parte verso Campo Imperatore e dall’altra per Castelli. La valanga ha lambito il camping Rigopiano, un’area pianeggiante attrezzata per oltre 100 camper, e dopo un salto è tornata a puntare in basso, aggirando il rifugio Tito Acerbo, e distruggendo l’hotel Rigopiano.
«Il Tito Acerbo dovrà essere la testimonianza diretta della rinascita turistica di Farindola. La struttura è in buone condizioni e potrà essere rimessa in esercizio già dalla prossima primavera. Insieme al Camping e alla Tana del lupo saranno le strutture ricettive da cui ripartire per rilanciare il nostro turismo. Stanno nascendo sul territorio tante case vacanze e una ricettività diffusa che perfezioneremo con il rilancio del centro storico», conclude il sindaco. La speranza della comunità di Farindola è che Rigopiano, oltre a luogo di memoria, possa tornare a essere anche meta turistica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA