I balneatori respingono le critiche «Gli stabilimenti saranno sicuri»

10 Maggio 2020

I clienti minacciano di non andare al mare, i gestori garantiscono il rispetto delle misure anticontagio Domani l’incontro a Pescara tra le associazioni di categoria e l’assessore Febbo: ci sarà anche Luciani

PESCARA. Le critiche mosse sui social da alcuni utenti circa l’eventuale allestimento delle spiagge cittadine ha provocato una risposta da parte degli Imprenditori turistici francavillesi (Itf), per chiarire quei punti oggetto delle osservazioni.
«Senza distanze di sicurezza al mare non ci vengo» oppure «i balneatori pensano solo a fare cassa»: sono di questo tenore i messaggi più ricorrenti scritti in seguito all’incontro di giovedì pomeriggio tra l’associazione e il sindaco Antonio Luciani, quando le parti hanno immaginato alcune misure da adottare, convenendo che il semplice distanziamento tra palme e ombrelloni non sia da solo sufficiente ad arginare il rischio del contagio.
«Riteniamo che il distanziamento tra gli ombrelloni non sia la soluzione al problema, ma allo stesso tempo pensiamo che sia necessario definire un piano di distanziamento supportato da una discreta dose di buon senso», scrive l’Itf in una lettera, «i balneatori si stanno organizzando per contrastare la diffusione del Covid-19 come tutte le aziende, con sistemi di sanificazione e comportamenti preventivi. Allestiremo le spiagge responsabilmente e adotteremo politiche in linea con le direttive anticontagio».
Quindi l’associazione osserva: «Se sull’autobus o sul treno l’utenza ha diritto di sedersi a un metro di distanza, perché in spiaggia, all'aria aperta, ne dovrebbero servire tre?». Quindi, tornano su un’altra questione già affrontata, ma che evidentemente vale la pena ribadire: «Non possono essere i balneatori i responsabili dei comportamenti degli utenti delle spiagge. Durante l’incontro di giovedì, abbiamo chiesto al sindaco di farsi portavoce verso gli organi decisori di soluzioni realizzabili, non come l’assurda proposta del plexiglass tra gli ombrelloni, che preservino un minimo la già compromessa stagione estiva».
Poi ancora sull’uso della app: «Siamo contrari all’utilizzo dell’elettronica per gestire le spiagge libere, che a nostro avviso devono rimanere senza vincoli per qualsiasi utente, anche i meno tecnologici». Da quello che si apprende inoltre, durante l’incontro si è discusso anche di ripascimento, sistemazione delle scogliere, pennelli e lotta all’erosione, oltre che di progetti e fondi regionali che gli addetti ai lavori continuano ad attendere.
Sul punto interviene nuovamente il sindaco Luciani, senza discostarsi da quanto già sostenuto: «Io penso che si possa andare verso un allestimento normale delle spiagge», afferma il primo cittadino, «se palme e ombrelloni distano tra loro uno, tre o cinque metri, questo poco cambia per il discorso relativo al contagio. Spetta al buon senso di tutti evitare assembramenti, al mare così come in tutte le altre circostanze».
E conclude: «Ognuno è libero di fare le proprie valutazioni. Chi teme che in spiaggia il rischio virus sia più alto evidentemente farà una scelta diversa. Io invece continuo a sostenere che al di là dell’allestimento servono misure per i bagni, che vanno sanificati con dispositivi automatici dopo ogni utilizzo e l’allestimento dei ristoranti».
Domani, intanto, è in programma un incontro, che si svolge a Pescara, tra l’assessore regionale Mauro Febbo e i rappresentanti delle associazioni di categoria. Alla riunione sarà presente anche il sindaco Luciani.
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