I commercianti di abbigliamento: chiusi sotto i saldi e senza ristori

18 Febbraio 2021

Rabbia per lo stop: «Tanta merce resterà invenduta». C’è chi ha speso 5mila euro per i capi primaverili E l’on line non convince: «L’80 per cento delle attività non è preparato per la piattaforma comunale»

PESCARA. Torna l'amarezza nei commercianti di Pescara. Con l'ingresso in zona rossa da domenica scorsa, per 14 giorni i negozi di abbigliamento, calzature e le gioiellerie sono costretti a fermarsi. Un'ingiustizia secondo molti, dal momento che restano tante le attività che possono continuare a lavorare. E qualcuno parla di penalizzazione, ma anche di concorrenza sleale. A peggiorare il quadro, anche il tempismo. La chiusura arriva negli ultimi 15 giorni di saldi invernali, che si concluderanno ufficialmente il prossimo 4 marzo. Il freddo di questi giorni, secondo gli esercenti, avrebbe favorito gli ultimi acquisti della stagione e invece così tanta merce resterà invenduta. «I saldi non stavano andando bene e mancavano ormai pochi giorni in una stagione difficilissima», commenta Marco Canale, titolare di Maya e presidente del consorzio Pescara al Centro. «La situazione è drammatica. Le strade nel pomeriggio erano deserte. Un po' di passeggio si aveva solo la mattina e ora questa chiusura appesantisce il quadro. Siamo costretti a stare 14 giorni senza incassi, in una fase in cui questa ondata di freddo poteva liberarci di tanta merce invernale. Oltre il danno anche la beffa, dal momento che essendo stata la Regione a decretare la zona rossa siamo fuori dai ristori che ci sarebbero toccati se la decisione fosse stata del governo e questo è davvero assurdo».
Sebbene siano diversi i commercianti a tentare la strada dell'online, specie nei periodi di chiusura forzata, per Canale l'80 per cento dei commercianti di Pescara non è preparato. «La piattaforma e-commerce che ha creato il Comune, senza adeguata formazione, non serve a molto. È come dare un'auto di lusso a una persona senza patente. Andavano fatti dei corsi per spiegare agli esercenti come usare questo strumento».
Si sono date da fare per potenziare le consegne a domicilio e le vendite attraverso i social le ragazze di Chickster's Vicolo, «ma non è la stessa cosa della vendita in negozio», confessa la titolare Jessica Rossi. «I saldi stavano andando bene. La zona gialla, anche se durata pochissimo, ci aveva permesso anche di lavorare con qualche cliente di fuori comune. Siamo a fine saldo, quindi ormai l'invernale resterà fermo e tra l'altro avevamo già cominciato l'approvvigionamento della primavera-estate. Ora, ci troviamo di nuovo nel baratro. Comprendiamo le restrizioni, però alla fine sono tante le attività che possono restare aperte. Non capiamo perché questo limite per l'abbigliamento».
Dello stesso parere Enzo D'Ottaviantonio, presidente di Federmoda Pescara e titolare della boutique da uomo, Ed'O Manstore. «Non capiamo quanto possa essere provvidenziale per la salute dei cittadini chiudere i negozi di abbigliamento, calzature e gioiellerie se poi tutto il resto continua a rimanere aperto. Vanno chiuse tutte le attività, altrimenti diventa solo una concorrenza sleale. Questa chiusura di 14 giorni è un ulteriore colpo che ci atterra. Eravamo ripartiti spostando a febbraio i tanti pagamenti rimasti indietro. Con due settimane di lavoro in meno, diventa davvero difficile sostenere le spese della merce già acquistata».
«Abbiamo comprato 5mila euro di capi primaverili mercoledì scorso», rivela Mario Amendolagine, proprietario con la figlia Maria di Dress Code. «Ora ci troviamo con i negozi chiusi e un capitale enorme dentro. Questa chiusura è distruttiva. Eravamo a fine saldo, quando riapriremo ci toccherà fare delle ultra svendite».
«Avevamo allestito il negozio da pochi giorni con la nuova collezione», aggiunge Vittoria Boscolo, titolare insieme alla figlia, Benedetta Battista, di Glam su via Roma. «Le temperature bassissime delle ultime settimane ci stavano aiutando nei saldi e adesso la stagione si è interrotta bruscamente. Per fortuna, il nostro punto di forza è anche la visibilità che abbiamo sui social, e quindi continueremo le vendite online, ma per una cliente non è mai come entrare in negozio e provare il capo».
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